<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>intervento Archivi - Corsi ECM Benessere</title>
	<atom:link href="https://www.corsiecmbenessere.it/tag/intervento/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.corsiecmbenessere.it/tag/intervento/</link>
	<description>Corsi con crediti ECM a Padova</description>
	<lastBuildDate>Tue, 30 Sep 2025 12:14:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.6.4</generator>
	<item>
		<title>L&#8217;agitazione psicomotoria nell&#8217;anziano con demenza</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/lagitazione-psicomotoria-nellanziano-demenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2017 20:27:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Anziani e demenza - nuove evidenze scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[agitazione psicomotoria]]></category>
		<category><![CDATA[alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
		<category><![CDATA[intervento]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.corsiecmbenessere.it/?p=1676</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è l&#8217;agitazione psicomotoria nell&#8217;anziano con demenza? L’agitazione degli anziani che risiedono nelle case di cura è uno dei problemi prevalenti per il personale e le figure professionali che se ne<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/lagitazione-psicomotoria-nellanziano-demenza/">L&#8217;agitazione psicomotoria nell&#8217;anziano con demenza</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Cos&#8217;è l&#8217;agitazione psicomotoria nell&#8217;anziano con demenza?</h2>
<p>L’agitazione degli anziani che risiedono nelle case di cura è uno dei problemi prevalenti per il personale e le figure professionali che se ne prendono cura. <strong>Si definisce agitato un comportamento inappropriato sul piano verbale, vocale o motorio, non giustificato da bisogni evidenti da parte dell’osservatore.</strong> La frequenza dei comportamenti agitati è relata all’aumento della compromissione della funzionalità cognitiva nell’anziano e dello stress-lavoro correlato degli infermieri e degli operatori socio-sanitari, che talvolta intervengono con l’utilizzo di restrizioni che riducono la qualità della vita nell’anziano. Un intervento farmacologico riesce talvolta a ridurre l’agitazione, ma considerata l’età degli ospiti e la probabile assunzione concomitante di altri farmaci, aumenta il rischio di effetti collaterali e reazioni avverse ai farmaci.</p>
<p>Il concetto di agitazione, la sua eziologia e i modi in cui si manifesta, non è stato definito in modo chiaro in letteratura. Cohen-Mansfield e Billing (1986) suggeriscono che l’agitazione è un comportamento inappropriato sul piano verbale, vocale o motorio, non giustificato da bisogni evidenti da parte dell’osservatore. L’agitazione si manifesta in tre tipi di comportamento: fisicamente aggressivo, non fisicamente aggressivo, agitato verbalmente.</p>
<h2>Il modello rogressively Lowered Stress Threshold model di Hall &amp; Buckwalter</h2>
<p>La frequenza dei comportamenti agitati è relata all’aumento della compromissione della funzionalità cognitiva nell’anziano e svolge una funzione non adattiva di coping (gestione) per proteggere la persona compromessa cognitivamente da pericoli reali o immaginati nell’ambiente. Il modello di Hall &amp; Buckwalter (Progressively Lowered Stress Threshold model) del 1987 ipotizza che con l’avanzamento della demenza, la soglia tra il comportamento di base (normale) e agitato si restringe. Il modello si è evoluto a partire dalle osservazioni del comportamento delle persone con demenza, contestualizzandolo all’interazione ambiente-persona.</p>
<p>Le persone con demenza mostrano comportamenti che indicano una disfunzionalità nell’interazione persona – ambiente:</p>
<ul>
<li>Incapacità di riconoscere oggetti che erano noti</li>
<li>Incapacità di riconoscere la funzione dell’oggetto e come usarlo</li>
<li>Incapacità nel riconoscere familiari e amici</li>
<li>Comportamenti ripetitivi</li>
<li>Reazioni catastrofiche</li>
<li>Comportamenti inappropriati al contesto</li>
</ul>
<p><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/Progressively-Lowered-Stress-Threshold-model.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1677 size-large" src="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/Progressively-Lowered-Stress-Threshold-model-1024x536.jpg" alt="Agitazione psicomotoria demenza Progressively Lowered Stress Threshold model" width="1024" height="536" srcset="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/Progressively-Lowered-Stress-Threshold-model-1024x536.jpg 1024w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/Progressively-Lowered-Stress-Threshold-model-300x157.jpg 300w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/Progressively-Lowered-Stress-Threshold-model-768x402.jpg 768w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/Progressively-Lowered-Stress-Threshold-model-260x136.jpg 260w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/Progressively-Lowered-Stress-Threshold-model-50x26.jpg 50w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/Progressively-Lowered-Stress-Threshold-model-143x75.jpg 143w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/Progressively-Lowered-Stress-Threshold-model.jpg 1269w" sizes="(max-width:767px) 480px, (max-width:1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>L’aumento nella compromissione delle aree del cervello che elaborano gli imput sensoriali espone la persona ad un maggior rischio di mettere in atto un comportamento agitato. La quantità e l’intensità di stressors contribuisce quindi al rischio complessivo di un comportamento agitato. Maggiore è il rischio totale, più vicino l’individuo si muove verso la soglia al di là della quale compare il comportamento agitato.</p>
<p><strong>Con il progredire della demenza l’agitazione può così aumentare.</strong></p>
<p>L’aumento dell’ansia si osserva nella perdita di contatto oculare e nel tentativo di evitare lo stimolo stressogeno (ad esempio allontanarsi dalla folla). Durante una giornata, normalmente i pazienti alla mattina presentano un livello di stress più basso. Poi lo stress aumenta durante il giorno finché, nel pomeriggio, supera le soglie sfociando in un comportamento agitato.</p>
<p>Il modello è stato creato con lo scopo di insegnare ai caregivers ad organizzare le osservazioni, a prendere decisioni, a pianificare la cura minimizzando o prevenendo i comportamenti agitati attraverso una riduzione nell’ambiente di ciò che può innalzare i livelli di stress.</p>
<table width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h2><strong>Forme degli stressors</strong><strong> </strong></h2>
<ul>
<li>  Fatica</li>
<li>  Cambiamenti nella routine, nel caregiver o nell’ambiente</li>
<li>  Richieste interne od esterne cui la persona non riesce a rispondere</li>
<li>  Stimoli complessi o multipli</li>
<li>  Stress fisico (malattia, effetti collaterali ai farmaci)</li>
<li>  Risposte affettive alla percezione della perdita</li>
</ul>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le implicazioni pratiche del modello sono che il comportamento può essere usato come barometro per valutare la tolleranza del paziente allo stress, infatti, l&#8217;intervento sull&#8217;agitazione è più efficace se attuato prima che il paziente raggiunga il picco nel livello di stress. Ricordiamo che ridurre lo stress non significa ridurre la stimolazione sensoriale, che a sua volta è stressante!</strong></p>
<p>Attualmente, esistono numerosi interventi non farmacologici per la riduzione dei comportamenti agitati, tra cui l’impiego della musica, il contatto fisico e il massaggio alle mani. Questi metodi, applicati anche in anziani affetti da demenza, hanno mostrato effetti positivi nella diminuzione degli episodi di agitazione e di aggressione. In particolare, ricerche in letteratura hanno verificato l’efficacia di tecniche di massaggio sui disturbi emotivi e comportamentali e su quelli del sonno (Hansen, 2006). I massaggi più utilizzati sono quelli alla schiena e quelli alle mani. Alcuni studi hanno utilizzato stimolazioni aggiuntive come l’utilizzo di aromi particolari (Seo, 2009) o di una musica rilassante (Remington, 2002).</p>
<p><strong>La musica rilassante e il massaggio mani sarebbero efficaci perché agiscono sulle soglie di stress (secondo il modello PLST)  alzandole. Dallo studio di Remington del 2002 è emerso che i due interventi (musica e massaggio mani) sono entrambi efficaci e hanno un basso costo; la musica rispetto al massaggio mani può essere usata con più pazienti contemporaneamente.</strong></p>
<p>Le ricerche riportano che l’anziano è significativamente più rilassato in seguito al massaggio, con una riduzione dei disturbi del comportamento o del sonno (Seo, 2010; Richards, 2010). I comportamenti che migliorano sono il colpire, l’afferrare, il cercare di andare in un altro posto, il gridare, mentre l&#8217;opporre resistenza e il ripetere frasi o parole sembra non migliorare (Snyder, 1995). L’effetto degli interventi è  a breve termine, è visibile, in altre parole, solo nelle ore successive.</p>
<p>Le donne sembrano rispondere meglio degli uomini al massaggio mani e gli effetti sembrano essere maggiormente positivi di mattina.</p>
<p>Una attenzione particolare nel praticare il massaggio è che lo stress o il disagio di chi esegue il massaggio viene trasmesso al paziente e che un intervento troppo breve non sortisce alcun effetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/demenza-agitazione-lefficacia-del-massaggio-mani-uno-studio-snyder/">Agitazione psicomotoria e terapia non farmacologica: il massaggio mani</a></p>
<p><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/demenza-e-anziani/massaggio-mani-benessere-dellanziano-istituzionalizzato-la-riduzione-dellagitazione-psicomotoria/">Scopri di più sul modello di Hall &amp; Buckwalter al corso sul Massaggio mani per ridurre l&#8217;agitazione psicomotoria dell&#8217;anziano istituzionalizzato.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/lagitazione-psicomotoria-nellanziano-demenza/">L&#8217;agitazione psicomotoria nell&#8217;anziano con demenza</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
