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	<title>musica Archivi - Corsi ECM Benessere</title>
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	<description>Corsi con crediti ECM a Padova</description>
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		<title>Perché la musica suscita emozioni immagini e ricordi?</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/perche-la-musica-suscita-emozioni-immagini-ricordi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 0015 11:55:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La musica è un suono complesso che ha la capacità di suscitare emozioni, immagini e ricordi. A partire dagli studi di Sloboda, ricercatore &#8220;pianista&#8221; che da più di 30 anni<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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<p>La musica è un suono complesso che ha la capacità di suscitare emozioni, immagini e ricordi. A partire dagli studi di Sloboda, ricercatore &#8220;pianista&#8221; che da più di 30 anni scrive sul tema, è possibile individuare come il suono &#8220;musicale&#8221; viene elaborato in varie aree del cervello, da quelle più arcaiche (come il tronco encefalico) a quelle più evolute (come la neocorteccia).</p>
<h2>Quali sono i meccanismi che suscitano le emozioni?</h2>
<p>Le più importanti caratteristiche acustiche di un brano musicale sono colte dal <strong>tronco encefalico</strong>, attraverso lo stesso meccanismo per cui i suoni improvvisi, come la caduta di un oggetto, producono un’attivazione del sistema nervoso centrale. La risposta generata dal tronco encefalico è veloce e automatica ed è alla base di emozioni come la paura o lo stupore, o più precisamente, la reazione di startle.</p>
<p>Un altro meccanismo si chiama <strong>contagio emotivo:</strong> l’ascoltatore percepisce in automatico le strutture della musica e le “mima” internamente, attraverso la mediazione dei neuroni specchio. Poiché la musica ha delle caratteristiche comuni con la voce, mimando una melodia con un ritmo veloce, un timbro aspro e una intensità alta, il cervello &#8220;emotivo&#8221; riconoscerà la rabbia.  In altre parole, <strong>la musica suscita emozioni poiché è caratterizzata da quelle stesse strutture che sono presenti anche nel linguaggio parlato e che permettono di esprimere le emozioni</strong> (Juslin &amp; Laukka, 2003).</p>
<h2>Perché la musica suscita immagini?</h2>
<p>L’immaginazione visiva è uno dei processi che permette di evocare emozioni tramite la musica, ed è stato dimostrato che i brani musicali sono particolarmente efficaci nell’indurre immagini visive (Obsorne, 1980; Quittner &amp; Glueckauf, 1983). Non è ancora chiara l’esatta natura di questo processo ma sembra che coloro che ascoltano i brani concettualizzino la struttura musicale attraverso una corrispondenza metaforica non verbale tra la musica e gli <strong>schemi di immagini radicati nell’esperienza corporea</strong> (Blonde, 2006; Lakoff &amp; Jhonson, 1980).  Secondo Obsorne (1989) ci sono dei temi che ricorrono nelle immagini evocate dalla musica, come la natura, ad esempio sole, cielo, mare, oppure le esperienze extra corporee, ad esempio fluttuare nello spazio, ma questi risultati sono probabilmente influenzati da un particolare stile musicale utilizzato nella ricerca sopracitata. Certe caratteristiche del brano infatti sono efficaci nello stimolare vivide immagini come ad esempio la ripetizione, la prevedibilità in elementi melodici, armonici e ritmici, e il tempo lento (McKinner &amp; Timms, 1995). Le immagini visive in rapporto con la musica sono state studiate e approfondite soprattutto nel contesto della musicoterapia (Toomey, 1996-1997). Helen Bonny infatti ha sviluppato il metodo “<i>Giuded Imagery and Music</i>” (GIM) , in cui il soggetto è invitato a condividere le immagini che sta vedendo in tempo reale durante una sequenza pre- programmata di brani musicali.</p>
<h2>Perché la musica evoca ricordi?</h2>
<p>Spesso ascoltiamo musica mentre guardiamo un film, mentre siamo in macchina o lavoriamo, durante un incontro con qualcuno. Questo fa sì che a distanza di tempo un particolare brano musicale potrà rievocare in noi il periodo o l&#8217;episodio associato: la canzone dell&#8217;estate della maturità, il brano di un certo film. Quando vengono evocati dei ricordi, automaticamente vengono evocate anche le emozioni collegate a quei particolari ricordi (Baumgartner, 1992). Secondo Lang (1979) i ricordi evocati dalla musica sono legati soprattutto alle relazioni sociali, ma in realtà, coinvolgono qualsiasi tipo di evento come per esempio una vacanza, un concerto musicale, la vittoria di un incontro di calcio, la morte di un nonno o i ricordi d’infanzia (Baugmartner, 1992). Nei bambini la capacità di ricordare tramite la memoria episodica si sviluppa lentamente durante gli anni pre-scolari mentre negli anziani è il primo tipo di memoria che comincia a peggiorare durante l’invecchiamento. <strong>La memoria episodica si riferisce sempre ad un ricordo cosciente di un evento già vissuto. Le reazioni emotive alla musica riguardanti la memoria episodica coinvolgono più comunemente eventi della giovinezza e dell’età adulta rispetto ad altri periodi della vita.</strong> Di conseguenza la nostalgia è il tipo di risposta emotiva più comune (Sloboda &amp; O’ Neill, 2001).</p>
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		<title>Perché gli adolescenti ascoltano musica?</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/perche-gli-adolescenti-ascoltano-musica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2018 09:01:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva, infanzia e adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[appartenenza]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tempo dedicato dagli adolescenti ad ascoltare musica si aggira mediamente intorno alle 2-3 ore al giorno (North, Hargreaves &#38; O’Neill, 2000). Questa osservazione ha incuriosito diversi ricercatori e li<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/perche-gli-adolescenti-ascoltano-musica/">Perché gli adolescenti ascoltano musica?</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tempo dedicato dagli adolescenti ad ascoltare musica si aggira mediamente intorno alle 2-3 ore al giorno (North, Hargreaves &amp; O’Neill, 2000). Questa osservazione ha incuriosito diversi ricercatori e li ha spinti a chiedersi quale funzione ricopra la musica in questo particolare periodo della vita, tale da giustificarne una presenza così consistente. Le risposte fornite hanno distinto due funzioni della musica: una sociale (socializzare coi pari, formazione della propria identità) e una individuale (regolazione dell’umore e strategie per affrontare i problemi) (Bakagiannis &amp; Tarrant, 2006).</p>
<p>La funzione sociale nasce dall’osservazione che l’ascolto di musica per l’adolescente correla con l’appartenenza a dei gruppi nei quali gli individui che li costituiscono condividono idee, atteggiamenti, simboli culturali, interessi, risorse di conoscenza, modelli (Bakagiannis &amp; Tarrant, 2006).</p>
<p>L’appartenenza ad un gruppo aiuta l’adolescente nella formazione della propria identità, attraverso l’adozione di comportamenti propri del gruppo, in linea con la Social Identity Theory di Tajfel (1978). Questa tendenza dell’adolescente può essere all’origine dell’adozione di uno stile e della preferenza verso un genere musicale: conoscere determinate canzoni o gruppi musicali diventa una chiave di accesso al gruppo e di condivisione tra pari. La musica, in questo caso, sarebbe conseguente all’appartenza ad un gruppo.</p>
<p>Esiste un altro modo con il quale la musica può diventare il cuore di aggregazione di un gruppo e che non è una conseguenza dell’appartenenza, ma è all’origine della formazione di un gruppo. Le persone sono maggiormente attratte verso coloro che hanno atteggiamenti, valori, comportamenti, caratteristiche di personalità simili a sé e questo fenomeno è spiegato dalla similarity-attraction hypothesis di Byrne (1971). Questo autore suggerisce che le caratteristiche di una persona osservabili esternamente forniscono un filtro iniziale per avvicinarsi o meno ad un individuo. Le sottoculture musicali hanno un particolare ruolo in questo poiché le persone che vi appartengono generalmente adottano un certo stile nell’abbigliamento, nella pettinatura e in altri segnali che possono essere letti esternamente (Rentfrow &amp; Gosling, 2006, 2007). Le “sottoculture musicali”&nbsp; che condividono un determinato stile musicale sono comuni nell’adolescenza e se ne possono individuare circa cinque: il Metal (Heavy Metal, Punk Rock, Alternative Rock), il Soul (Hip-Hop, R&amp;G e il Raggae), il Pop (Pop music, Pop Rock), la Classica (Classica, Jazz, Blues, Worldbeat) e l’Elettronica (Techno, Trance) (Miranda &amp; Claes, 2007). L’adolescente quindi si avvicinerà e formerà un gruppo selezionando le persone più simili a sé e quindi, spesso, con simili preferenze musicali.</p>
<p>La musica, oltre ad avere un ruolo sociale, ne ha uno individuale che riguarda la regolazione dell’umore e l’assunzione di strategie di risoluzione di problemi. L’adolescenza, infatti, è un periodo di vita caratterizzato da sfide e da un incremento di rischi e di fattori stressanti, come la scuola, le relazione coi genitori e coi pari. La musica, in questo contesto, può assumere la funzione di aiutare l’adolescente a gestire gli stressors in due direzioni, una di evitamento e una di accettazione delle proprie esperienze interne.</p>
<p>Una funzione della musica è legata alla regolazione dell’arousal, equivalente ad abbassarlo portando verso il rilassamento o ad alzarlo portando verso l’eccitazione. Un’altra funzione è legata all’induzione di emozioni specifiche come la rabbia o la tristezza. Entrambe queste funzioni non sono buone o cattive di per sé, ma vanno viste nella funzione specifica che assumono per l’adolescente in un determinato contesto. Ad esempio l’adolescente può ascoltare musica per rilassarsi quando è in ansia o per provare rabbia quando è molto triste. In questo caso la musica è usata come strategia di evitamento di emozioni (o pensieri o sensazioni) che fa fatica a vivere e che non può “concedersi” perché legate a una concettualizzazione di sé negativa (“Essere tristi è da sfigati”). La musica aiuta l’adolescente a spostare l’attenzione da qualcosa di doloroso verso il rispetto di una “regola” interna di come è giusto essere. Al contrario, la musica può essere usata per andare verso una maggiore comprensione delle proprie emozioni (ad esempio ascoltare un brano triste per entrare nella propria tristezza e guardarla “da fuori”, con più attenzione, leggendone più sfumature) o per prendersi cura di sé (ad esempio rilassarsi e prendersi una pausa piacevole alla fine di una giornata impegnativa). Questa seconda modalità di utilizzo della musica ha una funzione molto diversa dalla prima: la musica aiuta l’adolescente a sviluppare la comprensione dei propri stati interni, a starci dentro senza giudizio e con un atteggiamento aperto e focalizzato sul momento presente. È probabile che queste due funzioni della musica (quella di evitamento e quella di accettazione) non siano così nettamente distinte o consapevoli, ma che si mescolino e che prevalga a volte l’una, a volte l’altra. Entrambe queste funzioni della musica non hanno di per sé nulla di male: sentirsi stanchi e voler “evitare” di sentire la spiacevole sensazione di pesantezza legata alla fatica per finire i compiti non è un atteggiamento negativo, come non è negativo “deprimersi” ascoltando musica triste dopo che si è stati lasciati dal proprio ragazzo. La funzione di evitamento può però diventare disadattiva quando diviene l’unico modo per gestire un proprio vissuto interno: se la sola possibilità per fare i compiti è ascoltare musica e se ogni volta che sperimenta stanchezza l’adolescente “deve” tirarsi su, “deve” essere performante (“altrimenti non ce la farà”), allora le possibilità per quel ragazzo di sperimentare, vivere e adattarsi in un ventaglio completo di situazioni ed emozioni si riduce.</p>
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