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	<title>benessere Archivi - Corsi ECM Benessere</title>
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	<description>Corsi con crediti ECM a Padova</description>
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		<title>Cos&#8217;è il burnout?</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/mindfulness-e-benessere/cose-il-burnout/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2019 10:31:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mindfulness e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[burnout]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sintomi del burnout: campanelli d&#8217;allarme da non sottovalutare Per capire cos&#8217;è il Burnout, partiamo da alcuni esempi pratici, relativi a dei pensieri che sono dei campanelli d&#8217;allarme cui prestare attenzione.<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Sintomi del burnout: campanelli d&#8217;allarme da non sottovalutare</h2>
<p>Per capire cos&#8217;è il Burnout, partiamo da alcuni esempi pratici, relativi a dei pensieri che sono dei campanelli d&#8217;allarme cui prestare attenzione.</p>
<p><em>Questo è troppo difficile, non posso farcela.</em></p>
<p><em>Sembrano tutti così felici quando tornano a casa. </em></p>
<p><em>Vorrei che ci fosse qualcuno che mi dicesse cosa fare. </em></p>
<p><em>Forse non sono tagliato per questo tipo di lavoro. </em></p>
<p><em>Ho sbagliato tutto. </em></p>
<p><em>Mi sogno sempre quella donna che stava morendo. </em></p>
<p>Questi sono tra i pensieri che possono essere tra gli indici di inizio dello sviluppo del Buronut.</p>
<p>Ma ci sono anche sensazioni fisiche come <strong>non riuscire più a dormire, non aver più fame o mangiarsi un sacchetto di biscotti durante la notte</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Chi può soffrire</strong> della sindrome di burnout?</h2>
<p>Il burnout è inizialmente stata usata per descrivere una sindrome tipica della professione <strong>dell&#8217;insegnate</strong>, poi generalizzata a tutte le professioni che hanno frequenti contatti e interazioni con altre persone. Quindi è una sintomatologia che <strong>prende tutte le professioni d&#8217;aiuto:</strong> dall&#8217;infermiere e l&#8217;educatore professionale fino al primario del reparto di psichiatria. Altre professioni a rischio sono quelle che hanno frequenti contatti con il pubblico come le <strong>commesse</strong> dei centri commerciali, e le professioni di primo soccorso come gli <strong>assistenti agli sbarchi degli immigrati, i pompieri negli incendi e le forze dell&#8217;ordine</strong>.</p>
<h2><strong>Caratteristiche del burnout</strong></h2>
<p>Il Burnout  viene definito attraverso alcuni sintomi tipici dell&#8217;esposizione a lunghi periodi di stress o intensi stressor. Gli elementi distintivi del burnout sono <strong>l&#8217;esurimento emotivo </strong>(come l&#8217;ansia generalizzata), la <strong>depersolalizzazione</strong> (fare le cose come se si fosse un robot) e infine la <strong>ridotta realizzazione personale</strong> (perdita del senso e del valore di lavorare).</p>
<p>Il primo ricercatore ad identificarne il fenomeno è stato H. Freudenberger (1986), successivamente se ne occupò in modo più approfondito C. Maslach (1981) contribuendo con la creazione del Maslach Burnout Inventory  (MBI), tuttora ampiamente usato.</p>
<p>Oggi il concetto di burnout si è ampliato, grazie anche all&#8217;utilità e al conseguente successo che ha riscontrato. La stessa Maslach ha espanso il fuoco dell&#8217;attenzione dal <strong>singolo lavoratore</strong> all&#8217;<strong>organizzazione</strong>,  con lo sviluppo di un nuovo test  chiamato <strong>Organizational Checkup System, </strong> al cui interno è contenuto l&#8217;MBI, ma nel quale vengono approfondite altre misure come<strong> il carico di lavoro, il riconoscimento, l&#8217;equità, il controllo, l&#8217;integrazione sociale, e i valori</strong>.</p>
<p>Questo è stato un importante cambiamento in una visione psicologica meno colpevolizzante dell&#8217;individuo, ma con una visone più ecologica in cui accadono i questi casi di stress.</p>
<p>Un ulteriore sviluppo è avvenuto in modo <strong>più specifico nelle professioni</strong> <strong>di cura</strong> individuando uno specifico disagio chiamato <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/compassion-fatigue-limportanza-riconoscerla-cosa-superarla/"><strong>compassion fatigue</strong> </a>(Figeley, 1995), misurato con lo strumento di Hudnall Stamm (1997), <strong>Professional Quality of Life: Compassion Satisfaction and Fatigue Version 5 (ProQOL)</strong>. Questa sintomatologia si focalizza maggiormente sul problema della mancanza di controllo di alcune situazioni gravi o di emergenza.  La compassion fatigue risulta molto vicina al disturbo post traumatico da stress. <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/compassion-fatigue-misura-ne-stai-soffrendo/">Misura se stai soffrendo di Compassion fatigue</a>.</p>
<h2><strong>Intervenire sul burnout</strong></h2>
<p>In questo periodo storico si stanno sviluppato diversi apporci che intervengono sul problema da più punti di vista, non solo quello <strong>psicologico</strong>, ma coinvolgendo il <strong>corpo</strong> e <strong>l&#8217;organizzazione</strong> dove si trovano le persone.</p>
<p>Tra questi citiamo interventi come quelli corporei, in primi  quello Funzionale (Di nuovo, Rispoli, Genta, 2000) sullo stress,  e quelli sulla maggiore consapevolezza di Kabat-Zinn (1982)<a href="https://www.corsiecmbenessere.it/file-scaricabili-meditazione/"> attraverso la mindfulness</a>.</p>
<p>Se vuoi scoprire cos&#8217;è la mindfulness e imparare dei semplici esercizi per praticarla, riducendo lo stress legato al burnout, vieni al nostro corso accreditato ECM per profesisonisti sanitari che trovi a questo link:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="7yURcNaK6o"><p><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/benessere-e-crescita-personale/la-mindfulness-la-gentilezza-nelle-relazioni-cura/">La mindfulness e la gentilezza nelle relazioni di cura</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;La mindfulness e la gentilezza nelle relazioni di cura&#8221; &#8212; Corsi ECM Benessere" src="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/benessere-e-crescita-personale/la-mindfulness-la-gentilezza-nelle-relazioni-cura/embed/#?secret=7yURcNaK6o" data-secret="7yURcNaK6o" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/benessere-e-crescita-personale/la-mindfulness-la-gentilezza-nelle-relazioni-cura/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2938" src="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/08/20-21-gennaio-21-1024x1024.png" alt="Corso mindfulness e gentilezza" width="1024" height="1024" srcset="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/08/20-21-gennaio-21-1024x1024.png 1024w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/08/20-21-gennaio-21-300x300.png 300w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/08/20-21-gennaio-21-150x150.png 150w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/08/20-21-gennaio-21-768x768.png 768w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/08/20-21-gennaio-21-1536x1536.png 1536w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/08/20-21-gennaio-21-146x146.png 146w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/08/20-21-gennaio-21-50x50.png 50w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/08/20-21-gennaio-21-75x75.png 75w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/08/20-21-gennaio-21-85x85.png 85w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/08/20-21-gennaio-21-80x80.png 80w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/08/20-21-gennaio-21.png 2048w" sizes="(max-width:767px) 480px, (max-width:1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Concludiamo ricordandovi che <strong>se soffri di burnout non è una vostra colpa, ma hai la possibilità e i mezzo per incontrare persone che ti mostrino nuove possibilità per riprenderti la vita, anche lavorativa, che meriti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Bibliografia</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Colzada, A., De Marco R., Fazzini, F., (2001), Ricerca e Formazione sul burnout nell&#8217;amministrazione Penitenziaria del Triveneto. Cleup, Padova</p>
<p>Figeley C.R (1995). Compassion fatigue: coping with secondary traumatic stress disorder in those who treat the traumatized. New York: Brunner/Mazel</p>
<p>Freudenberger, H. J. (1986). The issues of staff burnout in therapeutic communities. <em>Journal of psychoactive drugs</em>, <em>18</em>(3), 247-251.</p>
<p>Gilbert, P., &amp; Petrocchi, N. (2012). <em>La terapia focalizzata sulla compassione. Caratteristiche distintive: Caratteristiche distintive</em>. FrancoAngeli.</p>
<p>Hudnall Stamm, B. (1997). Professional quality of life: compassion satisfaction and fatigue subscales. <em>R-IV (ProQOL)</em>.</p>
<p>Icano, M., (2018). BURN OUT. CreateSpace Independent</p>
<p>Kabat-Zinn, J. (1982). An outpatient program in behavioral medicine for chronic pain patients based on the practice of mindfulness meditation: Theoretical considerations and preliminary results. <em>General hospital psychiatry</em>, <em>4</em>(1), 33-47.</p>
<p>Maslach, C., Jackson, S. E.,  (1981). <em>Maslach burnout inventory Manual</em> Palo Alto, CA: Consulting Psychologists Press, tr. it. Organizazzioni speciali, 1993.</p>
<p>Maslach, C., &amp; Leiter, M. P. (2000). <em>Burnout e organizzazione. Modificare i fattori strutturali della demotivazione al lavoro</em>(Vol. 36). Edizioni Erickson.</p>
<p>Di Nuovo, S., Rispoli, L., &amp; Genta, E. (2000). <em>Misurare lo stress. Il test MSP e altri strumenti per una valutazione integrata</em> (Vol. 19). FrancoAngeli.</p>
<p>Rizzi L., Boccasso E., Casetta L. (2012), Intervenire sullo stress: Gruppi benessere e valutazione. Upsel Domeneghini, Padova</p>
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		<title>Noia a lavoro</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/noia-a-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Dec 2019 18:50:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mindfulness e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[burnout]]></category>
		<category><![CDATA[noia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La noia a lavoro comporta stress e spesso correla con il burnout: è un segnale che indica uno stato di insoddisfazione riferito a quello che stiamo facendo in una data situazione o alle opzioni e alternative che si presentano di fronte a noi. La noia è un’importante e diffusa emozione umana che non si presenta solo a lavoro, e coinvolge aspetti riferiti all’area emozionale, cognitiva e motivazionale (Eastwood et al., 2012).</p>
<h1>Che cosa è la noia?</h1>
<p>La definizione di <strong>noia</strong> è complessa e ha portato molti autori a dibattere sul suo significato, in particolare la noia è stata considerata come una sensazione avversa associata al sentirsi <strong>cognitivamente disimpegnati</strong> (Eastwood et al., 2012; Fahlman et al., 2013). Pertanto la noia indica che non siamo cognitivamente attivati e la sensazione negativa che ne deriva indica il bisogno della persona di utilizzare le proprie <strong>risorse cognitive</strong> ma senza trovare in quella circostanza uno stimolo che possa suscitare un coinvolgimento cognitivo. Lo stato di noia rappresenta un fallimento nel soddisfare il desiderio di essere cognitivamente impegnati, ed è caratterizzato dalla tendenza a voler fare qualcosa senza necessariamente sapere cosa voler fare (Danckert et al., 2018).</p>
<p>La noia è associata al tentativo di raggiungere un obiettivo, tramite l’attivazione di facoltà mentali, e potrebbe essere maggiormente presente quando vi è una transizione tra obiettivi; può essere considerata una funzione di autoregolazione del comportamento per prevenire uno stato di fallimento, in quanto avvisa la persona della mancanza di coinvolgimento e porta a uno stato di allerta e attivazione in direzione della ricerca di obiettivi da raggiungere. Pertanto la noia ricopre una <strong>funzione adattiva</strong> che permette all’individuo di impegnare le proprie risorse in attività stimolanti e soddisfacenti.</p>
<h2>Noia: cause e fattori scatenanti</h2>
<p>Gli studi che si sono occupati di ricercare le cause che portano alla percezione della noia hanno individuato due fattori che sembrano critici nell&#8217;elicitare la noia: l<strong>a monotonia e la costrizione</strong>. La prima si riferisce alla sensazione di <strong>“non avere niente da fare”</strong>, mentre la seconda si riferisce al <strong>“dover fare qualcosa che non si vuole fare”</strong> (Daschmann et al., 2011), condizioni che spesso si verificano a lavoro, soprattutto in organizzazioni a rischio di burnout.</p>
<p>Nonostante ciò, anche in presenza di monotonia e costrizione, gli individui possono percepire meno noia e raggiungere maggiori livelli di coinvolgimento e attivazione, riconnettendosi ai propri valori, chiedendosi cosa c&#8217;è di veramente importante in ciò che stanno facendo, passando quindi dall&#8217;essere influenzati dal contesto esterno, al riprendere un controllo rifocalizzandosi su un contesto interno (Daniels et al., 2015; Nett et al., 2011; Danckert et al., 2018). Pertanto sarebbe opportuno che le persone si focalizzino principalmente sul processo di comprensione dei segnali inviati dalla noia, in modo tale da poter valutare e cogliere le opportunità più favorevoli che si presentano in una certa situazione.</p>
<p><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/12/valori-per-combattere-la-noia.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2449" src="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/12/valori-per-combattere-la-noia.png" alt="noia a lavoro" width="725" height="399" srcset="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/12/valori-per-combattere-la-noia.png 725w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/12/valori-per-combattere-la-noia-300x165.png 300w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/12/valori-per-combattere-la-noia-260x143.png 260w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/12/valori-per-combattere-la-noia-50x28.png 50w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/12/valori-per-combattere-la-noia-136x75.png 136w" sizes="(max-width:767px) 480px, 725px" /></a></p>
<h2>Noia e stress</h2>
<p><strong>La noia a lavoro è correlata con stress e burnout.</strong> A prova di ciò, studi condotti in ambito fisiologico hanno utilizzato le misure della conduttanza cutanea, della frequenza cardiaca e del livello di cortisolo (Merrifield &amp; Danckert, 2014) per misurare cosa avviene in presenza della noia. In questi studi, ai partecipanti era indotta la noia attraverso un video, ed è emerso che in nei soggetti annoiati <strong>la frequenza cardiaca e i livelli di cortisolo tendevano ad aumentare</strong> mentre il livello di conduttanza cutanea diminuiva. La diminuita conduttanza cutanea è associata all’incapacità della persona di mantenere un adeguata attivazione verso stimoli esterni, mentre <strong>i livelli di cortisolo elevati indicano come gli individui esperiscono stress durante lo stato di noia</strong>.</p>
<p>I livelli di attivazione cambiano durante tutta l’esperienza di noia, in quanto inizialmente la persona può esperire bassa attivazione, ma una volta che la persona riceve il segnale dalla noia, i livelli di attivazione iniziano ad aumentare nella ricerca di nuove attività in cui impegnare le proprie risorse cognitive ma se gli sforzi nell’attendere queste attività falliscono, la persona ritorna a uno stato di bassa attivazione.</p>
<h2>Noia e depressione</h2>
<p>Alcuni studi hanno indagato la possibile esistenza di un tratto di personalità relato alla noia, in generale questo viene definito come un fallimento cronico nel rispondere adeguatamente al segnale mandato dall’esperienza di noia, e una incapacità nell’autoregolazione del comportamento. A dispetto della noia, che ha una funzione adattiva, <strong>il tratto della noia sembra associato a un’ampia gamma di problemi: gioco d’azzardo, ansia, diminuito significato attribuito al senso di vita</strong> (Blaszczynski et al., 1990; Fahlman et al., 2009; Sommer &amp; Vodanovich, 2000.</p>
<p>La tendenza degli individui alla percezione della noia sembra essere correlata al tipo di strategia utilizzata nella regolazione delle scelte comportamentali, in particolare si distinguono: strategia di locomozione e strategia di valutazione (Kruglanski et al., 2000; Mugon et al., 2015). <strong>La strategia di locomozione fa riferimento agli individui che preferiscono passare rapidamente all’azione</strong> e spostare la propria attenzione su un altro obiettivo, mentre gli individui che utilizzano <strong>la strategia di valutazione tendono a considerare con attenzione tutte le opzioni disponibili prima di agire</strong> per evitare di commettere degli errori nella scelta. Gli individui che utilizzano una strategia di valutazione sembrano essere più propensi a sentire la noia, in quanto sono bloccati in una fase di decisione nella quale provano ma spesso falliscono. La <strong>ruminazione</strong> che deriva dal pensare troppo alle corrette scelte comportamentali <strong>è una caratteristica tipica della depressione</strong>, e pertanto una percezione di noia prolungata nel tempo e seguita da continui fallimenti, può essere un fattore di rischio per la depressione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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