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	<title>meditare Archivi - Corsi ECM Benessere</title>
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	<description>Corsi con crediti ECM a Padova</description>
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		<title>Compassion Fatigue: l&#8217;importanza di riconoscerla e cosa fare per superarla</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/compassion-fatigue-limportanza-riconoscerla-cosa-superarla/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Oct 2017 14:28:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mindfulness e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[compassion fatigue]]></category>
		<category><![CDATA[infermiere]]></category>
		<category><![CDATA[meditare]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è la Compassion Fatigue? La compassion fatigue è una condizione tipica di infermieri, medici, psicologi ed operatori sanitari in genere. E’ molto simile al burnout e al disturbo post traumatico<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/compassion-fatigue-limportanza-riconoscerla-cosa-superarla/">Compassion Fatigue: l&#8217;importanza di riconoscerla e cosa fare per superarla</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Cos&#8217;è la Compassion Fatigue?</strong></h2>
<p>La <strong><em>compassion fatigue</em></strong> è una condizione tipica di <strong><em>infermieri, medici, psicologi</em></strong> ed operatori sanitari in genere. E’ molto simile al burnout e al disturbo post traumatico da stress e si manifesta con una <strong><em>ridotta performance lavorativa, stanchezza (emotiva e fisica), stress e morale diminuito.</em> <span style="color: #ff6600;">Si origina soprattutto dal <em>continuo contatto con i pazienti</em> e dalla frustrazione che può derivare dal non riuscire ad alleviare il loro dolore.</span></strong></p>
<p>Si tratta di una condizione difficile da individuare e spesso con <strong><em>risvolti pesanti sulla psiche</em></strong> e dal forte impatto nella vita di tutti i giorni, ma non per questo è irrisolvibile, si può infatti curare, nonché prevenire, ma a condizione di <strong><em>intervenire alla comparsa dei primi sintomi</em></strong>. Esistono alcuni test che ci si può autosomministrare per rendersi conto se sia il caso di richiedere aiuto, ma vi sono degli aspetti che possono fungere come campanelli d’allarme preliminari.</p>
<p>Questi sintomi si manifestano su diversi piani <strong><em>emozionale, fisico, cognitivo, sociale e lavorativo</em></strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Sintomi Emozionali</strong></li>
</ul>
<p>Vi sono moltissimi aspetti emozionali che possono riflettere questa condizione: rabbia, apatia, cinismo, scoraggiamento, irritabilità, diminuzione dell’entusiasmo, sensazione di essere sopraffatti e addirittura flashback o ricordi estremamente intrusivi di esperienze con e dei pazienti. Tutto questo è dovuto <strong><em>all’estremo carico emotivo connesso</em></strong> alla professione; l’empatia necessaria a svolgere questo tipo di professioni mette nelle condizioni di sostenere un peso emotivo a volte eccessivo che naturalmente si riflette poi nella psiche.</p>
<ul>
<li><strong>Sintomi Cognitivi</strong></li>
</ul>
<p>A livello cognitivo  o mentale si verificano invece noia, incapacità di concentrarsi, disordine ed incapacità di concentrarsi sui dettagli.  E’ evidente che si tratta di aspetti che non solo <strong><em>riducono notevolmente la prestazione lavorativa</em></strong>, ma, soprattutto in ambito ospedaliero, sono estremamente rischiosi per l’incolumità personale e dei pazienti!</p>
<ul>
<li><strong>Sintomi Fisici</strong></li>
</ul>
<p>Corpo e mente sono naturalmente collegati, quindi spesso i sintomi psichici hanno dei riflessi somatici, in questo caso si tratta di: diminuzione delle energie, della resistenza, della forza, di affaticamento, senza ignorare un generico aumento di sensazioni di malessere. Tutte queste condizioni  naturalmente hanno un <strong><em>impatto diretto sulla salute</em></strong> e spesso si tende purtroppo ad ignorarle.</p>
<ul>
<li><strong>Sintomi Sociali</strong></li>
</ul>
<p>Anche <strong><em>le relazioni</em></strong> con i colleghi ed i pazienti possono essere pesantemente danneggiate dalla compassion fatigue, infatti si possono notare indolenza, callosità, alienazione, isolamento ed  indifferenza.</p>
<p>Nel lavoro di equipe uno o più di questi sintomi possono rendere estremamente difficile il raggiungimento degli obiettivi e per quanto riguarda il singolo andranno ad alimentare tutta quella sintomatologia emotiva e cognitiva di cui si è parlato precedentemente.</p>
<ul>
<li><strong>Sintomi Lavorativi</strong></li>
</ul>
<p>Per livello lavorativo qui intendiamo gli aspetti più “organizzativi” del lavoro che si possono manifestare in: assenteismo, bisogno di lasciare il lavoro, diminuzione della performance (errori nelle medicazioni, errori di archiviazione e documentazione), comunicazione stereotipata, ritardo negli orari e nelle scadenze ed infine evitamento di situazioni intense con i pazienti.</p>
<h2><strong>Cosa fare per superarla: <u>cose da fare</u>!</strong></h2>
<ul>
<li>Passa del <strong><em>tempo di qualità da solo</em></strong>.</li>
</ul>
<p>Uno dei metodi più efficaci per passare questo tempo e sfruttarlo al meglio per proteggersi dalla compassion fatigue e per aiutarne la guarigione è imparare delle tecniche di <strong><em>mindfulness</em></strong>.  <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/file-scaricabili-meditazione/">Clicca qui per provare ora un esercizio di mindfulness!</a> Come osservano Brown, Ong, Mathers e Decker in <em>Compassion Fatigue and Mindfulness: Comparing Mental Health Professionals and MSW Student Interns (07 Apr</em> <em>2017)</em> la mindfulness sembra rappresentare infatti un fattore di protezione per la cf!</p>
<ul>
<li><strong><em>Ricarica le batterie</em></strong> ogni giorno.</li>
</ul>
<p>Mangiare  sano e fare attività fisica regolare sono alcuni esempi di attività che permettono di ricaricare le energie, così da avere più risorse da poter spendere con famiglia, colleghi e pazienti.</p>
<ul>
<li>Cerca di avere <strong><em>almeno una conversazione significativa </em></strong>e connessa con l’altra persona al <strong><em>giorno</em></strong>.</li>
</ul>
<p>Non solo questo sembra ricaricare enormemente le energie, ma si tratta purtroppo di una delle cose che si tende ad eliminare prima in caso si inizi a soffrire di compassion fatigue. Ecco quindi che se ci si dovesse trovare  senza voglia di farlo troppo a lungo questo rappresenterebbe un <strong><em>campanello d’allarme</em></strong> per chiedere aiuto prima che sia troppo tardi.</p>
<h2><strong>Cosa fare per superarla: <u>cose da non fare</u>!</strong></h2>
<ul>
<li><strong><em>Non prendere decisioni importanti</em></strong>.</li>
</ul>
<p>Se in questo momento soffri di compassion fatigue o temi di esserne affetto probabilmente non sei nelle condizioni di prendere decisioni importanti, in quanto essendo appesantito a livello emozionale, cognitivo e psichico <strong><em>la capacità di giudizio può facilmente essere alterata</em></strong>! Non lasciate il lavoro, divorziate o gettate i vostri soldi, potrebbe farvi stare bene sul momento, ma a lungo termine ve ne pentirete.</p>
<ul>
<li><strong><em>Non dare la colpa agli altri</em></strong>.</li>
</ul>
<p>Come sopra potrebbe darvi soddisfazione sul momento, ma vi alienereste i colleghi e le persone care, alimentando lo stress e l’isolamento e, di conseguenza, la compassion fatigue stessa.</p>
<ul>
<li><strong><em>Non sprecare energie lamentandoti</em></strong>.</li>
</ul>
<p>Non solo non risolverai nulla e sprecherai utili energie, ma anzi potresti consolidare sempre di più il disagio tramite <strong><em>rinforzi</em></strong>! Ad esempio se iniziassi a lamentarmi che tutti i miei pazienti non collaborano ed un collega mi desse anche in parte ragione rinforzerei il comportamento del lamentarsi, nuovamente aumentando lo stress e di rimando la cf.</p>
<ul>
<li><strong><em>Non cercare soluzioni rapide</em></strong>.</li>
</ul>
<p>La compassion fatigue rende <strong><em>vulnerabili alle dipendenze</em></strong>. E’ un fatto. Non cercate di “tirarvi su” con delle sostanze o comportamenti d’abuso perché non risolveranno il problema, anzi! Alcol, cocaina, cannabis, gambling, binge sex etcc… sono vostri nemici, evitateli a tutti i costi!</p>
<p> </p>
<p>Se stai soffrendo di Compassion fatigue o burnout non aspettare. Chiama subito uno dei nostri psicologi che in presenza od online potranno aiutarti ad imparare tecniche per tornare al tuo benessere e gestire le emozioni difficili o i sintomi di questa sindrome che colpisce noi professionisti della cura.</p>
<p><blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="zzZOvKNF9j"><a href="https://www.studiopsicologiarizzi.it/attivita/psicologo-online/">Psicologo online</a></blockquote><iframe title="&#8220;Psicologo online&#8221; &#8212; Studio Psicologia Rizzi" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  src="https://www.studiopsicologiarizzi.it/attivita/psicologo-online/embed/#?secret=zzZOvKNF9j" data-secret="zzZOvKNF9j" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p> </p>
<p>Partecipa al nostro corso ECM gratuito sulla compassion fatigue e il burnout</p>
<p><blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="CBpAsUlcta"><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/benessere-e-crescita-personale/il-benessere-psicologico-del-professionista-sanitario-ai-tempi-del-covid-19/">Il BENESSERE PSICOLOGICO del professionista sanitario ai tempi del COVID-19</a></blockquote><iframe title="&#8220;Il BENESSERE PSICOLOGICO del professionista sanitario ai tempi del COVID-19&#8221; &#8212; Corsi ECM Benessere" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  src="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/benessere-e-crescita-personale/il-benessere-psicologico-del-professionista-sanitario-ai-tempi-del-covid-19/embed/#?secret=CBpAsUlcta" data-secret="CBpAsUlcta" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p> </p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<p>Boyle, D., (Jan 31, 2011) &#8220;Countering Compassion Fatigue: A Requisite Nursing Agenda&#8221; OJIN: The Online Journal of Issues in Nursing Vol. 16, No. 1, Manuscript 2.</p>
<p>Brown, Ong, Mathers e Decker , <em>Compassion Fatigue and Mindfulness: Comparing Mental Health Professionals and MSW Student Interns (07 Apr</em> <em>2017)</em></p>
<p>John-Henry Pfifferling, Ph.D., and Kay Gilley, MS, <em>Overcoming compassion fatigue When practicing medicine feels more like labor than a labor of love, take steps to heal the healer</em></p><p></p><p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/compassion-fatigue-limportanza-riconoscerla-cosa-superarla/">Compassion Fatigue: l&#8217;importanza di riconoscerla e cosa fare per superarla</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
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		<title>Perché meditare: la scienza ne dimostra i benefici</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/perche-meditare-la-scienza-ne-dimostra-benefici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2017 09:16:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mindfulness e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[meditare]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione formale]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione informale]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[plasticità neuronale]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I benefici della meditazione Nel corso degli anni sono stati condotti un’infinità di studi il laboratorio per mettere in luce se e cosa funziona della mindfulness.  Questi studi possono essere<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/perche-meditare-la-scienza-ne-dimostra-benefici/">Perché meditare: la scienza ne dimostra i benefici</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>I benefici della meditazione</h1>
<p>Nel corso degli anni sono stati condotti un’infinità di studi il laboratorio per mettere in luce se e cosa funziona della mindfulness.  Questi studi possono essere racchiusi in tre macrocategorie: <em>riduzione dei sintomi, marcatori biologici, neuroplasticità.</em></p>
<h3><em>Riduzione dei sintomi di disagio psicologico</em></h3>
<p>Hoffmann e colleghi (2010) hanno condotto una meta-analisi di 39 studi su pazienti con una varietà di disturbi fisici e psicologici da cui è emersa una <em>modesta correlazione tra la pratica della mindfulness e un miglioramento di ansia e depressione</em>. In pazienti con comorbilità di ansia e alterazione dell’umore la correlazione era persino più forte. Importante precisare che tale correlazione è risultata essere forte e mantenuta nel tempo.</p>
<p>A conferma di tale risultato un esperimento su 79 veterani di Serpa, Taylor e Tillish del 2014 ha messo in luce che conseguentemente all’esercizio della mindfulness, <em>sintomi depressivi, ansiosi e ideazioni suicidarie si riducevano significativamente</em>.</p>
<p><em>La mindfuless è stata anche molto studiata in ambito oncologico dove è emerso che determina un miglioramento dell’umore e una riduzione del livello di stress </em>(Speca e coll., 2000), <em>un miglioramento della qualità della vita</em> (Lerman e coll., 2012) <em>e una riduzione della fatica e concomitante miglioramento del sonno</em> (Carlson e Garland, 2005). Inoltre la ricerca supporta l’uso della mindfulness per migliorare le strategie di coping in pazienti con artrite reumatoide, malattie cardiovascolari, diabete HIV/AIDS, sindrome dell’intestino irritabile, trapianti d’organi, dolore cronico e fibromialgia (Carlson, 2012).</p>
<p>La mindfulness è stata anche testata su soggetti senza disturbi psicologici diagnosticati. Una meta-analisi di Chiesa e Serretti del 2009, infatti, mostra che porta ad una riduzione dello stress e degli atteggiamenti ansiosi, inoltre migliora l’empatia e auto-compassione in persone considerate sane.</p>
<p><strong><em>Marcatori biologici &#8211; come cambia la risposta del nostro corpo all&#8217;ambiente</em></strong></p>
<p>Grazie al semplice prestare attenzione con gentilezza e curiosità al momento presente è possibile modificare il funzionamento del nostro corpo, così, molti studi si sono rivolti alla neuroendocrinologia.</p>
<p>Il cortisolo è un ormone dello stress associato all’immunodepressione (Spiege e coll., 1998) e diminuisce in seguito all’esercizio della mindfulness (Matousek e coll., 2009). Uno studio di Davidson del 2003 ha voluto valutare direttamente <strong>l’influenza della pratica meditativa sul sistema immunitario</strong>, misurando l’attività elettroencefalografica e la risposta immunologica al vaccino anti-influenzale in due gruppi: un gruppo di volontari inseriti in un corso di MBSR (Mindfulness Bsed Stress Reduction) e un gruppo di volontari in lista d’attesa. Nel primo gruppo è stata osservata una maggior attivazione della corteccia anteriore sinistra del lobo frontale, un’area generalmente associata al buon umore. Inoltre, il primo gruppo ha mostrato una risposta maggiore al vaccino.</p>
<p>Recenti studi sui bio-marcatori hanno studiato il legame tra mindfulness e genomica, intesa come l’interazione tra la nostra genetica e l’ambiente. A partire dal fatto che la nostra genetica non definisce solo il colore dei nostri occhi, ma anche la nostra vulnerabilità rispetto a certi disturbi, è stato più volte osservato che gemelli omozigoti con lo stesso patrimonio genetico, non necessariamente sviluppano le stesse malattie. Quindi la genetica non è il nostro destino, ma è largamente influenzata dall’ambiente e da come noi rispondiamo ad esso. L’epigenetica è la scienza che studia come alcuni geni, sulla base dell’ambiente, si “attivano” e altri si “disattivano”. I geni collegati ai processi infiammatori si ritiene abbiano un importante impatto sull’insorgenza e la progressione di molte malattie croniche.</p>
<p>Creswell e altri nel 2012 hanno assegnato casualmente degli anziani soli a due gruppi, uno di meditazione e uno di controllo, poiché la solitudine è uno tra i fattori che maggiormente causano stress e l’incremento dell’espressione di geni pro-infiammatori. Dallo studio è emerso che già otto settimane di meditazione erano sufficienti per modificare <strong>l’espressione di specifici geni coinvolti nel processo infiammatorio</strong>.</p>
<p>Un’altra area di interesse della ricerca sui bio-marcatori riguarda <strong>l’invecchiamento cellulare.</strong> Il Premio Nobel del 2009 in Medicina è stato assegnato a Elizabeth Blackburn, Carol Greider e Jack Szostak per la scoperta dei telomeri – i cappucci alla fine dei cromosomi – e un enzima protettivo chiamato telomerasi. I telomeri preservano i nostri cromosomi dall’invecchiamento proprio come un cilindretto di plastica alle estremità dei lacci delle nostre scarpe fa sì che questi non si sfilaccino. Lo stress psicologico e la ruminazione mentale su possibili catastrofi creano un “ambiente” mentale che accorcia i telomeri. La Mindfulness ha un impatto benefico sulla lunghezza dei telomeri riducendo lo stress mentale (Epel e coll., 2009).</p>
<p>Il primo studio che documenta come la meditazione cambia la lunghezza dei telomeri e di conseguenza l’invecchiamento cellulare, è stato svolto su trenta soggetti in ritiro di meditazione per tre mesi, confrontati con un gruppo in lista d’attesa. I risultati mostrano che il decremento di sentimenti negativi e altri miglioramenti nello stato psicologico sono collegati con un incremento nell’attività della telomerasi (Jacobs e coll., 2011).</p>
<p><strong><em>Neoroplasticità &#8211; come si modifica il nostro cervello</em></strong></p>
<p>La neuroplasticità consiste in come il cervello cambia grazie alle nostre esperienze.</p>
<p>Uno studio di Lazar del 2005 ha messo in luce che i meditatori esperti avevano una <strong>corteccia più spessa nelle aree di processamento delle emozioni, delle sensazioni e dei pensieri</strong>, rispetto ai non meditatori. Studi successivi hanno trovato che il cervello dopo 4 settimane di meditazione quotidiana si modifica anche in altre aree, come la materia bianca e nella corteccia cingolata anteriore, responsabile dell’auto-regolazione (Tang e coll., 2012). Altri studi hanno trovato cambiamenti nella densità della materia grigia e nel numero delle cellule nervose nell’ippocampo, dopo 8 settimane di partecipazione al protocollo MBSR (Hölzel e coll., 2011). Un altro studio di Lunders e colleghi del 2009 ha trovato che <strong>i meditatori esperti hanno un maggior volume cellulare nella corteccia prefrontale sinistra, un’area responsabile della regolazione delle emozioni.</strong></p>
<p>Un altro studio molto interessante, condotto alla Emory University da Gusnard nel 2011, si è occupato di un particolare meccanismo neurale chiamato “default network”. Esso si attiva quando la nostra mente è a riposo, mentre diventa latente quando il cervello è impegnato in qualunque tipologia di compito. Lo studio prevedeva la divisione in due gruppi, uno formato da partecipanti che praticavano meditazione da almeno tre anni e l’altro composto da persone che non avevano mai meditato prima. Il compito loro assegnato prevedeva di concentrarsi sul respiro e quando, occasionalmente, comparivano sequenze di lettere dovevano determinare se esse fossero parole reali o meno (tale compito attivava il default network). Subito dopo erano tenuti a tornare a concentrarsi sul respiro. Tutto ciò venne osservato utilizzando la fMRI (risonanza magnetica funzionale). Ciò che emerse fu che i praticanti riuscivano a tornare al respiro e disattivare la default network più velocemente rispetto all’altro gruppo, riuscendo quindi ad abbandonare il flusso di associazioni che spontaneamente affioravano dopo aver riflettuto sul significato delle parole. Grazie a questo studio si è potuto collegare la Mindfulness a disturbi psicologici legati alla ruminazione (depressione, disturbo ossessivo, ansia…).</p>
<p>Dunque ciò che possiamo dedurre è che la pratica continua e costante di esercizi mindfulness riesce letteralmente a riscrivere il nostro cervello e questo ha un incredibile potenziale.</p>
<p><strong>Per comprendere meglio tale concetto potrebbe utile utilizzare una metafora. Se vogliamo dei bicipiti muscolosi, cosa dobbiamo fare? Allenarli continuamente, giorno dopo giorno per renderli più forti. La stessa cosa vale per la meditazione se vogliamo essere in pace con il nostro corpo dobbiamo allenarci continuamente, giorno dopo giorno per rendere il nostro cervello più forte e dunque in grado di sostenerci nel raggiungere tale serenità.</strong></p>
<p><em>Il motivo per cui la mindfulness funziona è ancora dibattuto, tuttavia forse la spiegazione più convincente è che riesce a modificare il modo in cui ci rivolgiamo alla vita. Comprendere quanto cresca la nostra sofferenza se combattiamo il dolore, quanto inconsciamente costruiamo e siamo vincolati ad un senso del “sé”, comprendere la natura automatica della nostra mente e il non avere colpe riguardo alle nostre fragilità, ci aiuta a a tollerare il dolore, ad accettare successi e fallimenti e ad impadronirci di ogni singolo momento della nostra vita. In parole povere le conoscenze acquisite grazie alla mindfulness permettono di stabilire una relazione con il mondo che sia meno basata sulla difensiva e più sulla flessibilità.</em></p>
<h1>Che meditazione scegliere? Meditazione formale e meditazione informale</h1>
<p>Esistono due forme di meditazione: formale ed informale.</p>
<p>Per <strong>formale</strong> si intende una meditazione a cui viene dedicato del tempo, solitamente almeno mezz’ora, a ciò che sentiamo e pensiamo.</p>
<p>La mindfulness <strong>informale</strong> consiste nello <em>scegliere</em> di prestare attenzione a ciò che sta accadendo nel momento presente, che può essere l’ascolto del canto degli uccelli o il focalizzarci sul nostro corpo o respiro. Il momento presente ci permette di liberarci dalle preoccupazioni, non ci giudica mai ed è infinitamente piacevole.</p>
<p>Ogni persona dovrebbe decidere autonomamente quale forma praticare. Sicuramente <strong>la pratica formale è più intensiva e permette di trasformare la mente ad un livello più profondo</strong>. Tuttavia è complesso ricavare un momento da dedicare alla mindfulness formale nella nostra frenetica ruotine, per la presenza di ostacoli o abitudini mentali che spesso ci &#8220;controllano&#8221; in automatico.</p>
<p>La meditazione formale ci aiuta a capire come convivere con lo sconforto, come non trasformare il quotidiano dolore fisico ed emotivo in qualcosa di più grande di quello che è e affrontare ogni problema con calma ed efficienza. <strong>Concentrarsi ed esplorare il respirare, il corpo, le emozioni e i pensieri ci permettere di rispondere e ciò che viviamo in quel momento, invece di reagirvi semplicemente.</strong></p>
<p>Ciò su cui il successo della meditazione si basa è la quantità di tempo dedicato ad essa, dunque l’efficacia risulta essere dose-dipendente.</p>
<p>Scopri la pratica della mindfulness al nostro corso:<a href="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/benessere-crescita-personale/la-mindfulness-la-gentilezza-nelle-relazioni-cura/"> clicca qui</a></p>
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			</item>
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		<title>Le 5 migliori app per la mindfulness</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/le-5-migliori-app-la-mindfulness/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 16:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mindfulness e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[headspace]]></category>
		<category><![CDATA[insight timer]]></category>
		<category><![CDATA[meditare]]></category>
		<category><![CDATA[migliori]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fare Mindfulness e meditare fa bene: ormai la scienza non ha più dubbi. Ma come si fa a meditare? O si partecipa ad un gruppo di mindfulness (ormai ce ne<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/le-5-migliori-app-la-mindfulness/">Le 5 migliori app per la mindfulness</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fare Mindfulness e meditare fa bene: ormai la scienza non ha più dubbi. Ma come si fa a meditare? O si partecipa ad un gruppo di mindfulness (ormai ce ne sono parecchi in tutte le città) oppure? Beh, ci sono le app!</p>
<p>Ecco le app che ho provato io, partendo da quelle, a mio parere, fatte meglio:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/insight-timer.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1698" src="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/insight-timer.jpg" alt="insight timer" width="276" height="183" /></a><strong>Insight timer</strong> – questa app mi piace molto, innanzitutto per il suo scopo, che in linea con la mindfulness, è mettere semini di benessere gratuiti e senza doppi fini. GRAZIE! Poi ci sono molte meditazioni guidate in italiano da diversi insegnanti, in modo da poter scegliere quello che ci piace di più, e su diversi temi, per approcciarci alla pratica che ci piace di più o che ci è utile in un determinato momento. Oltre alle meditazioni guidate ci sono anche musiche rilassanti e che favoriscono la quiete e discorsi e podcast sulla mindfulness, per avere una cornice teorica che non fa mai male. La app inoltre offre uno spazio per le meditazioni non guidate: impostando il tempo che si vuole meditare, si può impostare un suono iniziale e un suono finale. Personalmente amo molto la campana e uso questa funzione. L’altra particolarità di questa app è la possibilità di entrare a far parte di un gruppo: come dice Thich Nhat Hann ognuno di noi è come una goccia d’acqua e se non ci uniamo ad altre gocce rischiamo di perderci e di non arrivare mai al mare… che significa: meditare da soli è difficile, uniamo le nostre forze, poiché meditare a volte è difficile!</li>
</ul>
<ul>
<li><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/app-per-meditare-headspace.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1699" src="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/app-per-meditare-headspace-300x280.jpg" alt="app per meditare headspace" width="300" height="280" /></a><strong>HEADSPACE</strong> – Questa è stata la prima app di mindfulness che ho usato. 10 minuti di esercizi da fare ogni giorno, una voce maschile che guida calda e lenta, rinforzi e premi se si fanno più giorni di fila e video che spiegano in modo chiaro e semplice come funziona la mindfulness, come praticarla e la teoria che sta alla base. Il più grande difetto è che è in inglese e chi non lo parla farà fatica a seguire le istruzioni. Inoltre le prime dieci sessioni sono gratis, il resto del training è a pagamento.</li>
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<li><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/app-per-meditare-relax-meditation.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1700" src="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/app-per-meditare-relax-meditation-300x300.jpg" alt="app per meditare relax meditation" width="300" height="300" /></a><strong>Relax Meditation</strong> &#8211; Questa app si vende sulla calma e il rilassamento: i colori, i suoni creano un’atmosfera rilassante (ma ricordo che la mindfulness NON E’ UNA TECNICA DI RILASSAMENTO!!!). A parte questo dettaglio, la voce che guida è femminile ed è calma e lenta, molto piacevole. Purtroppo anche questa app è in inglese!</li>
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<li><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/app-per-meditare-mindful.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1702" src="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/app-per-meditare-mindful-300x300.jpg" alt="app per meditare mindful" width="300" height="300" /></a><strong>Mindful</strong> – Premettendo che anche questa app è in inglese, apprezzo il focus sullo sviluppo dell’intenzione e del fermarsi per qualche minuto ogni giorno per richiamare le proprie intenzioni, cosa è importante e non farsi trascinare dal pilota automatico in attività che non “abbiamo intenzione” di fare. Mi piace, di questa app, anche il “breather”, un cerchio che si allarga e che si stringe da seguire col nostro respiro e che aiuta a rimanere focalizzati sul respiro. Punti di debolezza: il “breather” è accompagnato da immagini e da frasi (scritte) che distraggono un sacco e “affollano” la mente di istruzioni troppo veloci e prive di senso per chi non abbia già un buon training di meditazione. La voce femminile che guida non è granché, risulta un po’ fredda.</li>
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<li><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/app-per-meditare-meditation.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1701" src="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/app-per-meditare-meditation-300x300.jpg" alt="app per meditare meditation" width="300" height="300" /></a><strong>Meditation</strong> – questa app è in italiano e merita un po’ di attenzione proprio per questo! Purtroppo la voce che guida femminile sembra una fredda lettrice piuttosto robotica. Di sicuro scandisce bene le parole, ma la sua voce non suscita uno stato gentile, accettante, curioso, caldo. Peccato! Poi la app propone anche dei momenti di centratura durante il giorno con semplici e veloci esercizi per notare le proprie mani, i colori davanti a noi, i suoni, ma a mio avviso rischiano di diventare un ennesimo “fare” quotidiano e non un semplice “essere”.</li>
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<p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/le-5-migliori-app-la-mindfulness/">Le 5 migliori app per la mindfulness</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
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