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	<title>Perinatalità: prevenzione e ricerca Archivi - Corsi ECM Benessere</title>
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	<description>Corsi con crediti ECM a Padova</description>
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		<title>La sessualità in gravidanza</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/la-sessualita-gravidanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 11:03:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Perinatalità: prevenzione e ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[postpartum]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
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<p>La sessualità viene esperita da ogni coppia durante il periodo perinatale in modo diverso ed è possibile osservare una grande variabilità tra una coppia e l&#8217;altra. L&#8217;attività sessuale dei neo-genitori in attesa è un argomento importante sia per medici che per gli psicologi. Da un lato, l’attività sessuale potrebbe costituire un fattore di rischio durante la gravidanza, mentre dall’altra parte l’attività sessuale può essere una risorsa psicologica in grado di migliorare la qualità della vita dei due partner tra cui il modo di stare in relazione.</p>
<p>L&#8217;idea generale è che non esiste una regola su come o cosa sia giusto fare (sessualmente parlando) nel periodo perinatale; piuttosto esiste un modo di vivere l&#8217;intimità che, se flessibile, si &#8220;aggiusta&#8221; sui cambiamenti che la gravidanza e il parto comportano, mantenendo inalterata la &#8220;qualità&#8221; che nutre il rapporto di coppia (ad esempio, la tenerezza, il gioco, la vicinanza). In alcuni casi, invece, la sessualità è vissuta in modo rigido, si basa su regole (ad esempio &#8220;è giusto avere 2 rapporti alla settimana&#8221;, &#8220;la sessualità deve prevedere il coito e l&#8217;orgasmo&#8221;, etc) per cui, nel momento in cui cambia il contesto, crolla la vita sessuale con conseguenze sulla relazione di coppia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>La fisiologia genitale e la reattività sessuale</i></p>
<p>La vasocongestione genitale nella donna durante l’eccitazione sessuale è intensificata durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, mentre nel terzo semestre si può osservare una vasocongestione generalizzata che è influenzata solo in parte dall’eccitazione sessuale. Questo comporta che la lubrificazione e l’orgasmo siano generalmente intensificati, anche se a volte l&#8217;orgasmo può essere accompagnato da crampi. Nel terzo trimestre, le contrazioni vaginali sono deboli e talvolta si verificano spasmi muscolari tonici. Nelle prime 6-8 settimane dopo il parto e durante l’allattamento, l’eccitazione sessuale delle donne è fisiologicamente ridotta, le pareti della vagina sono più sottili e l’orgasmo è meno intenso; le donne che allattano possono secernere  latte durante l&#8217;orgasmo. Tre mesi dopo il parto e con l&#8217;interruzione dell’allattamento questi cambiamenti regrediscono e alcune donne in seguito a questo periodo sperimentano l’orgasmo più intenso di prima (Masters &amp; Johnson, 1996). Nella ripresa dell&#8217;attività sessuale le donne generalmente percepiscono la loro tonia vaginale immodificata o più stretta (11-20); 3-4 mesi dopo il parto la tonia è in gran parte percepita come invariata rispetto a prima della gravidanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>Soddisfazione sessuale, orgasmo e problemi sessuali</i></p>
<p>Prima della gravidanza il 76-79% delle donne provano piacere durante il rapporto (7-21% per niente); nel primo trimestre di gravidanza il  59%, nel secondo il 75-85% e nell’ultimo il 40-41% (16,17,24,33). Prima della gravidanza, nelle donne di circa 30 anni, l’incidenza dell’orgasmo varia attorno al 51-87% mentre il 10-26% rimangono anorgasmiche durante tutta la loro vita. Durante il post parto il primo orgasmo si verifica in media dopo 7 settimane in un range che varia da 2 a 18 settimane. La velocità relativa al raggiungimento dell’orgasmo e la modalità di raggiungimento rispetto al periodo precedente la gravidanza rimane invariato.</p>
<p>Il problema più diffuso in gravidanza è la paura di danneggiare il feto durante l’attività sessuale. Questa paura inibisce circa ¼ delle madri e almeno ¼ degli uomini (che talvolta hanno paura di ferire anche la partner). La dispareunia (l&#8217;avere rapporti sessuali dolorosi) colpisce il 22-50% delle donne in gravidanza. mentre il  12% ne soffriva anche prima. Nel terzo trimestre, un numero alto di donne sono anche irritate dalle contrazioni orgasmiche uterine (6-62%), dalla difficoltà di trovare una posizione (12-20%), da una mancanza di attrazione sessuale (4-20%) o sono preoccupate per la soddisfazione sessuale del coniuge (35-88%).</p>
<p>Per la maggior parte delle coppie, l’attività sessuale dopo la gravidanza è problematica. Solo il 14% delle donne e il 12% degli uomini dichiara di non aver problemi sessuali dopo il parto. Circa il 64% delle madri e il 19-64% dei padri hanno paura della ripresa dell&#8217;attività sessuale (30). Più della metà delle donne prova un’esperienza di dolore durante il primo rapporto dopo il parto e a 13 mesi dopo il parto il 22% delle donne hanno ancora problemi sessuali. Il 57% delle donne sono preoccupate per la soddisfazione del partner. Nel lungo termine, l&#8217;attività sessuale di almeno ⅓ delle coppie peggiora e diventa evidente 3-4 anni dopo la nascita del bambino. Allo stesso tempo ¼ delle madri riporta un intensificarsi della loro vita sessuale dopo la nascita (10,58).</p>
<p>Da circa ¼ a ½ delle donne incinte si sentono meno attraenti rispetto a prima, mentre il 12% si sentono più attraenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>Conclusioni</i></p>
<p>Il periodo perinatale implica stress e può comportare degli effetti negativi sulla sintonia e il benessere di coppia. Per questo motivo, soprattutto nel periodo post-natale, può essere d&#8217;aiuto consultare uno psicoterapeuta che lavora con le coppie. Suggeriamo pertanto al personale sanitario di non sottovalutare il disagio psicologico (&#8220;è normale, poi passa&#8221;) ma di considerare la possibilità di inviare le coppie in difficoltà (che riportano problemi nella sessualità o nella comunicazione) ad un professionista di fiducia, che possa offrire un aiuto, un sostegno o una alternativa valida per affrontare il malessere.</p>
<p>I disturbi sessuali possono emergere sotto forma di scarso desiderio da parte della donna. Sicuramente è possibile che una componente del disagio sia di origine ginecologica, come ad esempio il dolore durante il rapporto dovuto all&#8217;episiotomia, o la secchezza vaginale conseguente ai livelli ormonali, o le infezioni al seno che talvolta compaiono durante l&#8217;allattamento. Ma, poiché molti disturbi sessuali persistono nel post-partum anche per mesi o anni dopo che questi problemi sono stati risolti, diventa necessario o altamente consigliato un confronto con un professionista. I disturbi sessuali che si trascinino per un lungo periodo sono spesso correlati a litigi nella coppia (spesso su argomenti che non riguardano la sessualità, come i lavori di casa). Questo mette in moto circoli viziosi basati sull&#8217;evitamento del problema (sessuale ed emotivo) e comportano un allontanamento affettivo dei due partner che può portare alla separazione.</p>
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		<title>Massaggio neonatale: porre le basi dell&#8217;intelligenza emotiva</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/massaggio-neonatale-porre-le-basi-dellintelligenza-emotiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2017 11:13:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Perinatalità: prevenzione e ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[corso]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio neontale]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante la prima infanzia, la relazione con la madre, o con qualunque caregiver, è alla base del benessere del bambino nel breve e nel lungo termine. La relazione e l’attaccamento<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/massaggio-neonatale-porre-le-basi-dellintelligenza-emotiva/">Massaggio neonatale: porre le basi dell&#8217;intelligenza emotiva</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante la prima infanzia, la relazione con la madre, o con qualunque caregiver, è alla base del benessere del bambino nel breve e nel lungo termine. <strong>La relazione e l’attaccamento nella prima infanzia è mediata soprattutto attraverso i canali non verbali (voce, sguardo) e, in particolare dal tocco </strong>(Harlow, 1958; Field, 2014). Non sempre il fatto di entrare in relazione con il neonato attraverso il contatto pelle-pelle ha riscontrato l’attenzione necessaria, tanto che per alcuni decenni del secolo scorso, anche il semplice prenderlo in braccio veniva associato al viziare il bambino tramite le coccole. Oggi sappiamo, invece, che il contatto fisico in tenera età ha effetti molto profondi e importanti:</p>
<ol>
<li>correla positivamente con la salute fisica e lo sviluppo cognitivo dei neonati nel breve e nel lungo termine</li>
<li>è un canale comunicativo fondamentale tra la madre e il bambino</li>
<li>è un mezzo per l’instaurarsi di un attaccamento sicuro.</li>
</ol>
<h3>Obiettivi generali del massaggio neonatale</h3>
<p>Le tecniche di massaggio infantile che si sono sviluppate in Italia e nel mondo, si pongono diversi obiettivi:</p>
<ol>
<li>sviluppare nel bambino la <strong>consapevolezza del proprio corpo</strong>: il massaggio, andando a stimolare diverse parti del corpo, porta il neonato ad avere sensazioni diverse derivanti dall’essere toccato dalla mamma e questo gli permette di cominciare a distinguere le aree corporee da cui derivano tali sensazioni e a riconoscerle. Distinguere e saper descrivere le proprie sensazioni corporee è una delle basi fondamentali dell’intelligenza emotiva (Ciarrochi, 2006).</li>
<li><strong>Sviluppare la relazione madre-bambino</strong>. È stato notato come il prendere in braccio il neonato, il toccarlo e l’accarezzarlo, aumenta la soddisfazione della madre nei confronti del figlio e migliora la qualità e la quantità di tempo che trascorre con lui. Inoltre, i bambini più “toccati” sorridono di più e piangono di meno, entrando in maggiore sintonia con la madre e sviluppando un attaccamento più sicuro (Field, 2014).</li>
<li><strong>Intervenire sulla depressione post-partum</strong>: le mamme depresse che partecipano ad un corso di massaggio infantile, migliorano le loro capacità relazionali con il bambino, imparando a guardarlo, parlarci, toccarlo (Onozawa et al., 2001).</li>
</ol>
<h3>Promuovere l’intelligenza emotiva attraverso il tocco massaggio integrato neonatale</h3>
<p><strong>Il Tocco massaggio integrato neonatale è stato sviluppato a partire dal Neo-Funzionalismo (Rispoli, 2010), integrando le tecniche di massaggio al neonato con le proprietà comunicative del tocco, per agire non solo su un piano muscolare e posturale, ma anche emotivo e cognitivo (Rizzi et al., 2011)</strong>. Questa integrazione è motivata dal rischio che i protocolli standard di massaggio neonatale possano diventare emotivamente freddi e distaccati, difficilmente fruibili nella quotidianità della vita dei neo-genitori. Nell’interazione quotidiana col proprio bambino, infatti, in base al momento e al contesto (interno ed esterno), ci sono diversi colori emotivi che caratterizzano la relazione e questo modifica anche il modo di toccare, di massaggiare, di interagire su un piano non verbale. Così, a partire dal Tocco massaggio Integrato e dalla comunicazione non verbale (Rizzi et al., 2011; Hertenstein, 2006; Field, 2014), dalla Mindfulness e dall’intelligenza emotiva (Ciarrochi et al., 2006), è stato ideato un corso di tocco massaggio integrato neonatale “tematico”, dandogli il nome “<em>Col tocco ti racconto i colori della vita</em>”.</p>
<p>Dalla tenerezza, al gioco, dalla voglia di lasciarsi andare fino ad arrivare allo stupore nella scoperta: <strong>“Col tocco ti racconto i colori della vita” vuole essere un’occasione per un primo training di intelligenza emotiva rivolto alle neo-mamme. </strong></p>
<p>Durante il training, ad ogni incontro <strong>si insegnano alle mamme diversi modi di massaggiare e toccare i loro bambini sulla base delle emozioni che si vogliono evocare</strong>: accarezzare, sfiorare, massaggiare, baciare, solleticare sono alcuni dei modi di toccare che, come suggerisce Hertenstein (2006), esprimono emozioni. Inoltre, per un’espressione emotiva integrata su tutti i piani, ad ogni incontro si invitano le mamme anche a muoversi e a modulare la voce con i loro bambini: nella sessione della calma si suggerisce alle mamme di muoversi lentamente, socchiudendo gli occhi, a usare una voce sussurrata; in una sessione di gioia, con una musica di sottofondo allegra e ben ritmata, si invitano le mamme a danzare con i loro piccoli e così via.</p>
<p>La ricchezza e l’unicità del training sta nel ruolo del conduttore che, durante ogni sessione, presta attenzione non tanto a come vengono svolte le diverse tecniche, ma alle capacità della madre di rispondere ai diversi contesti emotivi a cui è esposta. Ballare sarà difficile per una mamma depressa, come lo sarà socchiudere gli occhi e lasciarsi andare in un movimento lento e ripetitivo per una mamma agitata<strong>. Il corso diventa un’occasione per diventare consapevoli delle proprie risposte automatiche che influenzano la vita di tutti i giorni</strong>. Inoltre, attraverso il modellamento, il rinforzo e la promozione di comportamenti nuovi da parte del trainer, le mamme hanno l’occasione di sperimentare nuove risposte che non siano di evitamento o che sostituiscano quelle automatiche rigide e disadattive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Basi teoriche su cui si fonda il TMIN</h3>
<p>Harlow: Le basi teoriche su cui si fonda il TMIN partono dagli studi di Harlow che aveva notato come il contatto fisico fosse fondamentale per i mammiferi, in particolare per le scimmie. Nel suo esperimento del 1958, Harlow costruì dei surrogati di mamma-scimmia manipolando due variabili: di cosa era costituita (rete metallica o tessuto morbido) e se forniva latte (presenza di un biberon o meno). I cuccioli di scimmia tendevano a preferire il contatto con la “madre” di tessuto piuttosto indipendentemente dal fatto che fornisse latte, dimostrando come il contatto corporeo sia un bisogno necessario da soddisfare durante l’infanzia. Inoltre, da tale studio emerse che i cuccioli che non avevano un contatto diretto con il corpo della madre sviluppavano da adulti notevoli difficoltà nell’entrare in relazione con gli altri, soprattutto durante le fasi della riproduzione.</p>
<p>Hertenstein: L’universalità dell’importanza del contatto fisico è stata rilevata anche da Hertenstein che si è dedicato allo studio del tocco nella relazione con l’altro cercando di comprendere meglio quale sia la sua funzione comunicativa. Dai suoi studi è emerso che l’espressione e la comunicazione delle emozioni attraverso il contatto fisico è qualcosa che accomuna tutti gli esseri umani: i partecipanti ai suoi esperimenti, pur non conoscendosi tra loro e pur essendo di nazionalità diverse, riuscivano a decodificare le emozioni espresse attraverso diverso modi di essere toccati, a seconda della pressione esercitata, della durata, della velocità e di atre caratteristiche descritte dall’autore (Hertenstein et al., 2006).</p>
<p>Field: L’efficacia del massaggio infantile è stata dimostrata anche dagli studi di Tiffany Field sui bambini nati prematuramente. Gli studi della Field hanno messo in luce come il tocco e il massaggio durante i primi giorni di vita abbiano effetti positivi non solo da un punto di vista relazionale ma anche fisiologico: i neonati prematuri che vengono sottoposti a sedute di massaggio per 45 minuti al giorno (15 minuti per tre volte), hanno una permanenza in ospedale inferiore rispetto agli altri prematuri e parametri medici molto più nella norma (Field et al., 2010; Field, 2014).</p>
<p>Ciarrochi: Questo autore australiano ha unito la mindfulness e l’intelligenza emotiva dando forma al Mindfulness-based emotional intelligence training (Ciarrochi et al., 2006). Con le radici teoriche nella Relational Frame Theory, questo training è basato sull’imparare a fare spazio alle sensazioni corporee anche spiacevoli nella direzione di “disattivare” quel pilota automatico che ci spinge ad evitare o ci tiene bloccati dall’andare nella direzione di ciò che per noi è importante. Questo training risulta particolarmente rilevante per imparare a usare il linguaggio in modo efficace.</p>
<p>Rispoli: L’integrazione di tecniche di movimento, musica, espressione attraverso il tono di voce, tocchi diversi per creare un’esperienza emotiva durante le sessioni di intervento ha le sue origini nel Neo-Funzionalismo, teorizzato da Rispoli. Questo modello teorico è importante perché insegna a guardare il comportamento della persona su diversi piani: i movimenti, le posture, lo sguardo, il respiro, le espressioni facciali, diventano tutti indici importanti per guidare la persona ad andare oltre le proprie rigidità e stereotipie e approcciare l’esperienza proposta interamente e in modo pieno.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><iframe title="&#8220;Corsi ECM di psicologia perinatale &#8211; Massaggio neonatale e in gravidanza&#8221; &#8212; Corsi ECM Benessere" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  src="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/accompagnamento-nella-perinatalita/embed/#?secret=Bsi9GntKga" data-secret="Bsi9GntKga" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<h3>Bibliografia</h3>
<p>Ciarrochi, J., &amp; Blackledge, J. T. (2006). Mindfulness-based emotional intelligence training: A new approach to reducing human suffering and promoting effectiveness. In <em>Emotional intelligence in everyday life</em>, 206-228.</p>
<p>Field, T., Diego, M., &amp; Hernandez-Reif, M. (2010). Preterm infant massage therapy research: a review. <em>Infant Behaviour and Development</em>, <em>33</em>(2), 115-124.</p>
<p>Field, T. (2014). <em>Touch</em>. MIT press.</p>
<p>Harlow, H. F. (1958). The nature of love. <em>American psychologist</em>, <em>13</em>(12), 673.</p>
<p>Hertenstein, M. J., Keltner, D., App, B., Bulleit, B. A., &amp; Jaskolka, A. R. (2006). Touch communicates distinct emotions. <em>Emotion</em>, <em>6</em>(3), 528.</p>
<p>Onozawa, K., Glover, V., Adams, D., Modi, N., &amp; Kumar, R. C. (2001). Infant massage improves mother–infant interaction for mothers with postnatal depression. <em>Journal of Affective Disorders</em>, <em>63</em>(1), 201-207.</p>
<p>Rispoli, L. (2010). <em>Il manifesto del Funzionalismo Moderno</em>. SEF edizioni.</p>
<p>Rizzi, G., Rizzi, L., &amp; Casetta, L. (2011). <em>Il tocco massaggio Funzionale Integrato</em>. Upsel Domeneghini Editore.</p>
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		<title>Diventare insegnante di massaggio neonatale: quale corso scegliere?</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/diventare-insegnante-massaggio-neonatale-quale-corso-scegliere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Feb 2018 11:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Perinatalità: prevenzione e ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[aimi]]></category>
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		<category><![CDATA[massaggio neonatale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per diventare insegnanti di massaggio neonatale esistono diversi corsi nel territorio italiano: dall&#8217;AIMI al massaggio Bioenergetico c&#8217;è un&#8217;ampia scelta di proposte formative ed è importante avere delle linee guida per orientarsi e scegliere<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per diventare insegnanti di massaggio neonatale esistono diversi corsi nel territorio italiano: dall&#8217;AIMI al massaggio Bioenergetico c&#8217;è un&#8217;ampia scelta di proposte formative ed è importante avere delle linee guida per orientarsi e scegliere quella che fa al caso nostro. Ogni ente di formazione parte da degli assunti teorici diversi che plasmano l&#8217;operatività e il messaggio che viene trasmesso al genitore. Quindi <strong>questo articolo ha l&#8217;obiettivo di aiutarvi a comprendere quale approccio al massaggio neonatale è più affine a voi</strong>, per non scegliere solo sulla base del &#8220;sentito dire&#8221;, dei costi o della sede del corso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/massaggio-infantile-aimi.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1826" src="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/massaggio-infantile-aimi.jpg" alt="massaggio infantile aimi" width="207" height="243" /></a></h2>
<h2>L’A.I.M.I.- International Association Infant massage: struttura e organizzazione</h2>
<p>Nel panorama italiano troviamo  <strong>l’A.I.M.I.  (International Association Infant massage) che nasce da Vimala Mc. Lure</strong>, donna statunitense del Colorado che ha operato per la diffusione del  massaggio infantile in occidente combinando tecniche apprese in India con il massaggio svedese e lo yoga. L’A.I.M.I intende il <strong>massaggio infantile come efficace strumento attraverso il quale stimolare, rilassare, e dare sollievo al neonato, rafforzando la relazione tra genitori e figli</strong>.</p>
<p>La formazione prevede di apprendere una strutturata sequenza di tecniche da poter proporre ad un gruppo di genitori in un setting preordinato. Durante la formazione le tecniche si sperimentano su bambolotto e si impara a mostrare alle mamme le tecniche sul bambolotto anche durante le sessioni di massaggio neonatale.</p>
<p>I corsi di formazione hanno una durata di quattro giorni e sono organizzati su due week end vicini, a cui segue una prova scritta da spedire entro quattro mesi dal corso per conseguire il diploma di abilitazione all’insegnamento.</p>
<p><strong>Questo corso fa per te se: sei una persona organizzata, precisa, che lavora a proprio agio seguendo dei protocolli predefiniti.</strong></p>
<p><a href="https://www.aimionline.it/corsi-formazione">Vai al sito dell&#8217;AIMI&gt;&gt;</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/shantala-massaggio-neonatale.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1827" src="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/shantala-massaggio-neonatale.jpg" alt="shantala massaggio neonatale" width="300" height="473" /></a></h2>
<h2>L’Associazione Italiana Massaggio Infantile Shantala: il benessere olistico</h2>
<p>L’Associazione Italiana Massaggio Infantile Shantala promuove il pensiero del Dott. Frederick Leboyer con  l’obiettivo di divulgare il pensiero <strong>del benessere olistico</strong> per il bambino attraverso l’antica arte indiana del massaggio infantile.</p>
<p>I vantaggi del Massaggio Infantile Shantala sono a favore del bambino che lo riceve, ma anche per l’adulto che lo propone, sia per quanto riguarda la comprensione del neonato, sia nel trovare rilassamento.</p>
<p>Il corso ha una durata di 16 ore nel week end con la possibilità  nei successivi 4 mesi di compiere un tirocinio gratuito con un minimo di 4 bambini con relativi genitori, per stendere una relazione, congiuntamente ad un questionario fornito dalla associazione con cui SHANTALA ITALIA Asdc, rilascia un attestato come Insegnante di Massaggio Infantile Shantala.</p>
<p><strong>Questo corso fa per te se ami le tradizioni orientali per coltivare il benessere, lo yoga e la promozione di stili di vita basati sulla cura di sé.</strong></p>
<p><a href="http://www.massaggioinfantileshantala.it/">Vai al sito Shantala Italia&gt;&gt;</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/Eva-reich-massaggio-neonatale-bioenergetico-dolce.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1828" src="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/Eva-reich-massaggio-neonatale-bioenergetico-dolce.jpg" alt="Eva reich massaggio neonatale bioenergetico dolce" width="959" height="768" /></a></h2>
<h2>Il Massaggio Bioenergetico Dolce Neonatale: curare i traumi</h2>
<p>Il Massaggio Bioenergetico Dolce Neonatale, chiamato anche “Butterfly massage” o Baby Massage, ha come modelli <strong>La Vegetoterapia  Analitico Caratteriale di Wilhelm Reich  e la Bioenergetica Dolce di Eva Reich</strong>. Il massaggio bioenergetico mira a curare i traumi della nascita, i disturbi nei primi rapporti tra genitori e neonati così da impedire la formazione di una rigida corazza fisica ed emozionale e prevenire future “biopatie”, patologie psichiche, psicosomatiche e comportamenti distruttivi. Anche detto &#8220;massaggio a farfalla&#8221;, il massaggio consiste in un tocco lieve su tutta la pelle del bambino, con l&#8217;effetto di attivare armonicamente tutte le funzioni vitali e rinforzare il sistema immunitario. Il rapporto con la madre che fa il massaggio al suo bambino permette l&#8217;instaurarsi di una migliore relazione, promuove la formazione del Sé e della sicurezza di base di entrambi. Il corso ha la durata complessiva di 40 ore strutturato in tre week end con cadenza mensile. Al termine è prevista una verifica finale consistente in una tesina scritta e la supervisione in gruppo del lavoro svolto con un attestato di partecipazione.</p>
<p><strong>Questo corso fa per te se hai già una formazione psico-corporea o bioenergetica e non miri solo al benessere ma anche a fornire mezzi per intervenire su eventuali disturbi.</strong></p>
<p><a href="http://www.centrostudievareich.com/">Vai al sito del Centro Studi Eva Reich&gt;&gt;</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/MAMME-DEL-CORSO-DI-MASSAGGIO-NEONATALE-INTEGRATO.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1829" src="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/MAMME-DEL-CORSO-DI-MASSAGGIO-NEONATALE-INTEGRATO-1024x745.jpg" alt="MAMME DEL CORSO DI MASSAGGIO NEONATALE funzionale" width="1024" height="745" srcset="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/MAMME-DEL-CORSO-DI-MASSAGGIO-NEONATALE-INTEGRATO-1024x745.jpg 1024w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/MAMME-DEL-CORSO-DI-MASSAGGIO-NEONATALE-INTEGRATO-300x218.jpg 300w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/MAMME-DEL-CORSO-DI-MASSAGGIO-NEONATALE-INTEGRATO-768x559.jpg 768w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/MAMME-DEL-CORSO-DI-MASSAGGIO-NEONATALE-INTEGRATO-201x146.jpg 201w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/MAMME-DEL-CORSO-DI-MASSAGGIO-NEONATALE-INTEGRATO-50x36.jpg 50w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/MAMME-DEL-CORSO-DI-MASSAGGIO-NEONATALE-INTEGRATO-103x75.jpg 103w, https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2018/02/MAMME-DEL-CORSO-DI-MASSAGGIO-NEONATALE-INTEGRATO.jpg 1300w" sizes="(max-width:767px) 480px, (max-width:1024px) 100vw, 1024px" /></a></h2>
<h2>Il massaggio neonatale Funzionale: i mattoni dell&#8217;intelligenza emotiva</h2>
<p>Il Massaggio Funzionale Neonatale ha ha le sue basi teoriche nell&#8217;epistemologia Funzionale e nella mindfulness. La finalità, come nei precedenti, è quella di favorire il neonato e il genitore e la loro relazione, con benefici a 360° sul benessere del bambino e del genitore. <strong>Questo approccio ha affinato nello specifico le tipologie di tocco che permettono a chi massaggia il bambino di trasmettere messaggi emotivi distinti che soddisfano bisogni essenziali e differenti</strong>. Questo nell&#8217;ottica che il tocco e il massaggio non caratterizzano solo le esperienze del benessere, ma anche della vitalità, della tenerezza, del lasciarsi andare. Per questo l’operatore funzionale impara non solo le tecniche di massaggio, ma anche a portare il gruppo di mamme o papà ad ascoltarsi dentro esperienze emotive differenti, in un&#8217;ottica preventiva e di sviluppo delle risorse genitoriali.</p>
<p>Una parte del programma del corso è orientata all’apprendimento della conduzione di gruppi. <strong>Per trasmettere l’esperienza di massaggio se ne acquisisce la pratica dando e ricevendo massaggi, senza l’utilizzo di bambolotti</strong>, ma prediligendo il reale Contatto per sentire &#8220;a pelle&#8221; l’effetto sensoriale che vivono i neonati. Il corso è strutturato in due week end con il rilascio finale di un attestato.</p>
<p><strong>Questo corso fa per te se sei creativa, ami metterti in gioco e vuoi investire sulla tua crescita personale ed emotiva.</strong></p>
<p><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/perinatalita/massaggio-neonatale-funzionale-corso-perfezionamento/">Vai al corso di Massaggio Neonatale Funzionale&gt;&gt;</a></p>
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		<item>
		<title>La paura del parto</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/la-paura-del-parto-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2018 09:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Perinatalità: prevenzione e ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[cesareo]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La paura del parto è stata attribuita alla paura del dolore, a fattori psicologici come la paura di perdere il controllo, di non essere capaci di far nascere il proprio<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="itemIntroText">
<p>La paura del parto è stata attribuita alla paura del dolore, a fattori psicologici come la paura di perdere il controllo, di non essere capaci di far nascere il proprio bambino, di diventare genitori, e a fattori sociali come la mancanza di supporto (Saisto &amp; Halmesmäki, 2003). La paura del parto è stata studiata in diversi stati del mondo rilevando differenti incidenze di questo fenomeno. Negli Stati Uniti, ad esempio, da uno studio su 280 donne (Lowe, 2000), è emerso che il 52% ha riportato paura del parto;</p>
</div>
<div class="itemFullText">
<p>in Finlandia (Waldenström, Hildingsson &amp; Ryding, 2006), di 2662 donne, il 10% ha riportato paura del parto e solo il 5% su 8000 donne in Svizzera (Geissbeuhler &amp; Eberhard, 2002); in stati come la Svezia e l’Australia l’incidenza riportata è del 20% (Zar, Wijma &amp; Wijma, 2001). Tali differenze potrebbero essere ipoteticamente attribuite a diversità culturali o a discrepanze metodologiche degli studi, in particolar modo rispetto a ciò che gli strumenti utilizzati per le indagini hanno, effettivamente, rilevato. Per esempio, lo studio svizzero, ha impiegato una singola domanda sulla paura del parto, mentre in America è stato scelto un questionario appositamente strutturato, con un cut-off dei punteggi per i livelli alti e bassi di paura.</p>
<p>La paura del parto sembra essere una delle ragioni più comunemente riportate dalle donne che fanno richiesta di parto programmato col cesareo (dal 7 al 22% dei tagli cesarei in Inghilterra e Svezia sono programmati). Le conseguenze della paura del parto sono state identificate lungo tutto lo sviluppo della gravidanza, sull’andamento del travaglio, più lungo e doloroso (Alehagen, 2005) e sull’ostacolare il primo attaccamento madre-bambino (Saisto, 2006).</p>
<p>Non sono ancora chiari, in letteratura, i motivi per cui alcune donne soffrono per la paura del parto. In un recente studio del 2011, Rouhe ad Helsinki ha confrontato due gruppi, uno costituito da donne che hanno dichiarato di avere una significativa paura del parto, e un altro di controllo costituito dalle rimanenti donne, per un totale di 2405 donne appartenenti al primo gruppo e 4676 al secondo. L’obiettivo del suo studio era indagare se le donne con la paura del parto avevano problemi di salute mentale più frequenti rispetto al gruppo di controllo. I due gruppi sono stati analizzati attraverso i dati ottenuti dai dal Medical Birth Register,  dal Hospital Discharge Register e dal Drug Reimbursement Register nei 5-12 anni prima e dopo il parto. È emerso che le donne con una alta paura del parto hanno avuto un numero di cure psichiatriche significativamente maggiore (54% versus 34%, P&lt;0.001) rispetto al gruppo di controllo nel periodo di tempo considerato nello studio. Il gruppo sperimentale differisce dal gruppo di controllo anche rispetto all’uso maggiore di farmaci psicotropi (51% versus 31%). I disturbi più comuni sono quelli dell’umore e d’ansia. Infine, i predittori di cure psichiatriche dopo il parto si sono rivelati essere la presenza di episodi precedenti di cure psichiatriche e la paura del parto.</p>
</div>
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		<item>
		<title>Fattori di rischio della Depressione Post-partum</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/fattori-rischio-della-depressione-post-partum-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2018 09:35:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Perinatalità: prevenzione e ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[depressione post-partum]]></category>
		<category><![CDATA[fattori rischio depressione post partum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esistono in letteratura numerose ricerche sull’eziologia della DEPRESSIONE POST-PARTUM (DPP), che hanno indagato la correlazione tra l’incidenza della DPP e caratteristiche sociali, psicologiche e fisiche della donna. I risultati sono<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="itemIntroText">
<p>Esistono in letteratura numerose ricerche sull’eziologia della DEPRESSIONE POST-PARTUM (DPP), che hanno indagato la correlazione tra l’incidenza della DPP e <strong>caratteristiche sociali, psicologiche e fisiche della donna</strong>. I risultati sono spesso contraddittori, ma studi recenti sembrano condividere l’esistenza di <strong>fattori di rischio</strong> in grado di incidere sulla DPP in misura diversa.</p>
<ul>
<li><strong>Fattori di rischio da alti a moderati</strong></li>
<li><strong>Fattori di rischio moderati</strong></li>
<li><strong>Fattori di rischio bassi</strong></li>
</ul>
</div>
<div class="itemFullText">
<hr />
<h3>Fattori di rischio da alti a moderati</h3>
<p>Molti studi sono d’accordo sul fatto che la presenza di <span style="color: #ff0000;">ansia, stress e depressione in gravidanza</span> sono i fattori maggiormente incisivi sulla comparsa della Depressione Post Partum. Inoltre, una misura dettagliata dei livelli d’ansia in gravidanza può predire la gravità della sintomatologia della DPP.</p>
<p>Un altro fattore molto importante è la presenza di <span style="color: #ff0000;">disturbi psichiatrici</span> precedenti alla gravidanza. Anche l’esistenza, all’interno della propria famiglia d’origine, di casi di malattia mentale, è fortemente predittiva dell’insor­genza della Depressione Post Partum. La difficoltà rispetto a questo fattore di rischio è di riuscirlo a indagare correttamente, poiché spesso le donne intervistate in gravidanza non hanno consapevolezza o conoscenza dei parenti con problemi di salute mentale.</p>
<p>Anche la relazione tra eventi di vita e insorgenza di Depressione Post Partum è stata studiata ed è risultata avere un ruolo importante sul tema. Esperienze come la <span style="color: #ff0000;">morte del coniuge, la rottura della relazione con il partner, la perdita del lavoro o il trasloco sono eventi stressanti</span> che possono essere scatenanti rispetto all’insorgenza della Depressione Post Partum in donne senza storia di eventi depressivi o di malattia mentale precedenti. La gravidanza e il parto sono di per sé eventi stressanti per la vita di una donna e la presenza di ulteriori eventi stressanti può portare la donna a “cedere” dal punto di vista psicologico sfociando in una Depressione Post Partum.</p>
<p>Un altro aspetto con un notevole peso sulla Depressione Post Partum è quello che riguarda il sostegno sociale. In particolare è stato osservato che ricevere <span style="color: #ff0000;">sostegno da parte di amici e parenti</span> in momenti di vita stressanti, <strong><span style="color: #ff0000;">è protettivo</span></strong> rispetto all’insorgere della depressione. Il sostegno sociale è un concetto multifattoriale, poiché può essere apportato dal coniuge, dai parenti, dagli amici o da persone in qualche modo collegate alla donna. Inoltre, il tipo di supporto può essere informativo, strumentale ed emotivo.</p>
<p>Studi sulla Depressione Post Partum hanno messo in luce una correlazione tra carenza di sostegno strumentale ed emotivo e sviluppo della DPP. Anche la percezione di isolamento sociale durante la gravidanza è un fattore per la successiva insorgenza della Depressione Post Partum. In questi casi, anche il solo sostegno informativo, ad esempio quello ricevuto dal personale specializzato nei corsi pre-parto o nelle visite di routine, può essere protettivo rispetto alla DPP.</p>
<p>È da notare come diversi ricercatori abbiamo trovato consistenti differenze tra la percezione di sostegno da parte della donna e il sostegno realmente ricevuto. Le donne con la tendenza a sviluppare sintomi depressivi, infatti, tendono a valutare tutto maggiormente negativo, di conseguenza anche un buon supporto da parte del partner o di una rete affettiva, può essere percepito come scarso o poco utile.</p>
<h3>Fattori di rischio moderati</h3>
<p>I fattori di rischio individuati con una moderata incidenza sulla Depressione Post Partum sono la <span style="color: #0000ff;">personalità e la relazione col partner</span>.</p>
<p>Le caratteristiche di personalità della mamma includono il nevroticismo e lo stile di attribuzione cognitiva. Il termine nevrotico non è più usato nei sistemi di classificazione psichiatrica da tempo, ma viene generalmente incluso in molti questionari per indicare un certo livello di sofferenza della persona. Il nevroticismo è stato definito come un disturbo di personalità che comporta una sofferenza nella vita, lasciandone però intatti il funzionamento sociale e la capacità di ragionamento logico. Le donne che, in gravidanza, sono state classificate come nervose, timide o preoccupate, o donne con uno stile di attribuzione negativo (pessimiste, arrabbiate, con tendenza a pensieri ruminanti) sarebbero più predisposte allo sviluppo della Depressione Post Partum . Per una lettura più approfondita sul tema della personalità si rimanda al paragrafo successivo.</p>
<p>Il sostegno da parte del partner è un fattore strettamente connesso con quello del sostegno sociale in genere e studi hanno riportato un incremento di incidenza di Depressione Post Partum nelle donne che abbiano avuto problemi coniugali in gravidanza. A volte, il diventare genitori può mettere in discussione l’organizzazione dell’intero sistema famigliare. Generalmente la madre assume il ruolo di gestione della cura del bambino e della casa, mentre il padre gestisce gli aspetti lavorativi. Inoltre, la cura del bambino prende tempo alla condivisione tra i due partner. Questi passaggi possono, a volte, essere naturali e accettati, a volte, possono comportare emozioni negative che possono ricadere sulla relazione coniugale.</p>
<h3>Fattori di rischio bassi</h3>
<p>Lo<span style="color: #00ff00;"> stato socioeconomico basso, un basso livello di scolarizzazione e la disoccupazione sono stati citati come fattori che incidono negativamente sulla salute mentale in generale</span> e che sarebbero implicati nella depressione, in particolare. Rispetto alla Depressione Post Partum questi fattori incidono poco, ma in modo significativo, sulla sua insorgenza.</p>
<p>Complicazioni nella gravidanza come la preeclampsia, iperemesi gravidica, parto prematuro, o nel parto, come il taglio cesareo o l’eccessivo sanguinamento, possono correlare, anche se in piccola parte, con lo sviluppo della Depressione Post Partum .  Non è ancora chiara, in letteratura, se la durata e dolorosità del parto incidono sulla DPP. Risultati contradditori sono emersi anche negli studi rispetto alle gravidanze desiderate o non desiderate e l’insorgenza della DPP.</p>
<p>Valutando tutti gli studi sull’incidenza dei fattori ostetrici sulla Depressione Post Partum , emerge che hanno solo un piccolo, ma importante, ruolo sulla determinazione della DPP. I dati vanno, comunque, assunti con cautela, in quanto, come abbiamo visto nei capitoli precedenti, l’esito della gravidanza e del parto possono essere influenzati da molti altri fattori, come quelli di personalità o di sostegno sociale, che potrebbero essere ignorati dalle donne, preferendo attribuire l’insorgenza della Depressione Post Partum a fattori “esterni” e meno controllabili come il taglio cesareo o uno specifico disturbo di natura ostetrica. Donne che, quindi, riportino come causa del loro malessere il taglio cesareo, ad esempio, vanno valutate più approfonditamente poiché potrebbe non esserci la consapevolezza di un disfunzionamento psicologico a monte del problema, su cui poter intervenire.</p>
</div>
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		<title>Gravidanza: Miti da sfatare sul massaggio</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/gravidanza-miti-sfatare-sul-massaggio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2018 09:40:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Perinatalità: prevenzione e ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio]]></category>
		<category><![CDATA[rischi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si parla di rischi a ricevere massaggi in gravidanza&#8230; Non è difficile sentir parlare dell’esistenza di rischi a venire massaggiate in gravidanza. Alcuni dei rischi di cui si parla, anche in<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="itemIntroText">
<h2>Si parla di rischi a ricevere massaggi in gravidanza&#8230;</h2>
<p>Non è difficile sentir parlare dell’esistenza di <strong>rischi a venire massaggiate in gravidanza</strong>. Alcuni dei rischi di cui si parla, anche in internet, sono i seguenti: il massaggio deve essere evitato nel primo trimestre a causa del rischio di aborto spontaneo che avverrebbe per il maggior rilascio di tossine conseguentemente al massaggio; il massaggio nel primo trimestre è troppo stimolante per la madre; il massaggio ai piedi, alla parte inferiore delle gambe e all&#8217;addome, potrebbero causare aborto spontaneo; il massaggio addominale dovrebbe essere evitato perché ai bambini non piace e iniziano a scalciare; il massaggio alla schiena è controindicato durante la gravidanza, senza motivazione.</p>
</div>
<div class="itemFullText">
<h2>&#8230;ma non sono sostenuti da ricerche!</h2>
<p>Una donna alla sua prima gravidanza, ricevendo queste informazioni, potrebbe pensare che il massaggio è rischioso. Tuttavia, questi pochi consigli non sono suffragati da ricerche o documentati da casi. Possiamo esaminare e contraddire ognuna di queste paure.</p>
<h3>Sovraccarico tossico?</h3>
<p><strong>NO!</strong> Il primo trimestre è indubbiamente un periodo di grandi cambiamenti a diversi livelli; una ragione in più per ricevere un tocco morbido per aiutare una madre a integrare i cambiamenti che si verificano. <strong>Non vi è alcuna ricerca che dimostri che il massaggio causa un sovraccarico tossico in una persona in stato di gravidanza e quindi possa causare un aborto spontaneo.</strong> I massaggi nel primo trimestre, comunque, non dovrebbero essere in generale eccezionalmente profondi e stimolanti se è il primo massaggio che una donna riceve o se soffre di nausea saltuariamente.</p>
<h3>Il massaggio aumenta la nausea?</h3>
<p><strong>NO!</strong> Il massaggio non deve essere evitato a causa della nausea perché, come molti studi indicano, <strong>il massaggio può contribuire a ridurla.</strong> Di solito, il massaggio durante il primo trimestre, può essere d&#8217;aiuto per diminuire l&#8217;ansia e aiutare una donna a rilassarsi, per darle un tempo concentrato per elaborare il fatto che è incinta, e offrirle un modo piacevole per entrare nella sua nuova vita.</p>
<h3>Provoca aborto spontaneo?</h3>
<p><strong>NO! </strong>L&#8217;aborto spontaneo è molto comune durante il primo trimestre, ma <strong>si verifica indipendentemente dal fatto che le donne ricevano o meno il massaggio</strong>. Il massaggio non è mai stato implicato, in modo esplicito, legalmente o scientificamente tra le cause di aborto spontaneo. Nella maggioranza dei casi, l&#8217;aborto spontaneo si verifica perché il feto è non vitale. Toccare l&#8217;addome, a meno che non sia intenzionalmente dannoso, non fa male al bambino o alla madre. L&#8217;utero, durante il primo trimestre è basso nella pelvi e non è palpabile senza una profonda pressione addominale, che è generalmente controindicata durante tutta la gravidanza. Invece, un <strong>tocco tenero sull&#8217;addome può essere estremamente rilassante per la madre</strong>, e più donne ritengono che il bambino risponda in modo positivo.</p>
<h3>Punti di agopressione pericolosi?</h3>
<p>Il massaggio alle gambe, ai piedi e alla pancia durante il primo trimestre non causa aborto spontaneo. <strong>Esistono punti di ago-pressione negli arti inferiori e nei piedi che sono controindicati per la digito-pressione o l&#8217;agopuntura, ma un massaggio generale nelle aree dei punti della digito-pressione non li stimola allo stesso modo</strong>.</p>
</div>
<h2>Il massaggio è sicuro, informiamoci!</h2>
<div class="itemFullText">
<p>Con l&#8217;aumento dell&#8217;educazione riguardo al massaggio durante il ciclo perinatale, le paure e miti sui suoi pericoli possono essere ridotti. Chi massaggia la donna in gravidanza dovrebbe sapere con precisione quando è richiesta cautela o ci sono controindicazioni e aiutare a sfatare miti e placare paure ingiustificate.</p>
</div>
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		<item>
		<title>Psicologia e meno stress in gravidanza: gruppi pre-parto mirati al benessere</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/perinatalita-prevenzione-e-ricerca/psicologia-e-meno-stress-in-gravidanza-gruppi-pre-parto-mirati-al-benessere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2018 13:51:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Perinatalità: prevenzione e ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[corso pre-parto]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia in gravidanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stress in gravidanza: l&#8217;importanza della psicologia per la prevenzione La gravidanza è un momento di grande trasformazione: oltre a importanti cambiamenti fisiologici e posturali, ci si prepara anche ad<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/perinatalita-prevenzione-e-ricerca/psicologia-e-meno-stress-in-gravidanza-gruppi-pre-parto-mirati-al-benessere/">Psicologia e meno stress in gravidanza: gruppi pre-parto mirati al benessere</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Lo stress in gravidanza: l&#8217;importanza della psicologia per la prevenzione</h2>
<p>La gravidanza è un momento di grande trasformazione: oltre a importanti cambiamenti fisiologici e posturali, ci si prepara anche ad assumere il<strong> ruolo di genitore, con conseguenti cambiamenti negli equilibri personali, di coppia, familiari e sociali.</strong></p>
<p><strong>Ogni cambiamento è, per definizione, fonte di stress e l</strong><strong>o stress in gravidanza è un tema piuttosto studiato perché aumenta il rischio di problemi di salute della donna ed è correlato con complicazioni durante il parto, parto pre-termine e basso peso del bambino alla nascita</strong> (<a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4160533/#R15">Dunkel Schetter, 2011</a>; Dunkel Schetter &amp; Glynn, 2010; <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4160533/#R18">Dunkel Schetter &amp; Lobel, 2012</a>). <strong>Inoltre, lo stress aumenta il rischio di sviluppo della depressione perinatale con effetti negativi a lungo termine sullo sviluppo del bambino e sulla stabilità della coppia</strong> (Beck, 2001).</p>
<p>Un intervento pre-parto dovrebbe sempre considerare la variabile di quanto incida lo stress sul benessere e sui comportamenti della donna. Lavorare con la donna in gravidanza è importante per guidarla nella direzione dello sviluppo del benessere e ciò può essere fatto in molti modi e da diversi professionisti.</p>
<h2>Cosa significa usare la psicologia in gravidanza?</h2>
<p>Usare la psicologia vuol dire conoscere <strong>come emozioni, pensieri, posture e cambiamenti fisiologici interagiscono</strong> tra loro, spesso dirigendo le azioni dell&#8217;essere umano. Conoscere come funzioniamo è alla base di poter guidare la donna in gravidanza ad esplorarsi con curiosità e ad accogliere ogni emozione o sensazione fisica emerga. Questo atteggiamento verso se stesse e la vita è alla base della gestione dello stress e della capacità di poter compiere azioni finalizzate a ciò che per noi è importante e non solo comandate dall&#8217;impulso dato dal dolore o dalla paura.</p>
<h2>Come si insegnano alla donna queste capacità?</h2>
<p>La nostra esperienza ci ha insegnato che esistono infiniti modi per sviluppare l&#8217;accettazione e la curiosità nella donna, ma che è importante seguire una regola: <strong>noi per primi dobbiamo aver sviluppato queste capacità dentro di noi</strong>. A partire dal Neo-funzionalismo, dallo Yoga e dalla meditazione, abbiamo messo a punto delle tecniche per la donna in gravidanza e per la coppia.</p>
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<li><strong>Tecniche di massaggio e di movimento</strong>, per conoscere il proprio corpo e le sensazioni ed emozioni che possono emergere da esso;</li>
<li><strong>Tecniche immaginative</strong>, per fermarsi, ritrovare la calma ed esplorare ciò che più è importante per noi e i genitori che vogliamo diventare;</li>
<li><strong>Tecniche di gruppo</strong>, per connettersi, condividere le nostre emozioni e conoscere più punti di vista.</li>
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<h2>Come funziona il nostro training?</h2>
<p>Crediamo che Oscar Wild avesse ragione quando ha detto che la migliore maestra della nostra vita è l&#8217;esperienza. Per questo, il nostro corso di perfezionamento &#8220;La cura del Benessere nella perinatalità&#8221;, basato sull&#8217;omonimo <a href="https://www.amazon.it/benessere-perinatalit%C3%A0-realizzare-interventi-funzionali/dp/8871262751/ref=sr_1_10?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1543767749&amp;sr=1-10&amp;keywords=rizzi+luca">libro di Casetta, Rizzi, Pesce e Rizzi del 2018</a> insegna ai professionisti come condurre un corso pre-parto, alternando momenti di teoria, che aiutano nella comprensione di alcuni fondamenti di psicologia perinatale, con momenti di pratica, in cui ogni partecipante sperimenta su di sé alcune immaginazioni o alcune tecniche di massaggio o movimento, per iniziare a conoscerne ed esplorarne gli effetti, nel breve e nel lungo termine. Il corso è finalizzato allo sviluppo di una modalità accettante, non giudicante, compassionevole del conduttore, mettendo l&#8217;attenzione su come rispondere agli interventi delle donne, come promuovere gli scambi in gruppo, come regolare atteggiamenti disfunzionali e individuare eventuali segnali di disagio che vanno visti in diversa sede rispetto al corso pre-parto.</p>
<p>Vorresti organizzare corsi pre-parto basati sull&#8217;ascolto empatico, la connessione, l&#8217;accettazione e il non giudizio? O avere degli spunti per coinvolgere i papà o i fratellini? Oppure vorresti imparare a usare la meditazione o lo yoga nei gruppi pre-parto? <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/perinatalita/laccompagnamento-funzionale-gravidanza/">Vai alla pagina del corso per conoscerne i dettagli</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/perinatalita-prevenzione-e-ricerca/psicologia-e-meno-stress-in-gravidanza-gruppi-pre-parto-mirati-al-benessere/">Psicologia e meno stress in gravidanza: gruppi pre-parto mirati al benessere</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
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