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	<title>anziani Archivi - Corsi ECM Benessere</title>
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	<description>Corsi con crediti ECM a Padova</description>
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		<title>Musica preferita e Alzheimer: perché è efficace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2019 17:23:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anziani e demenza - nuove evidenze scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[agitazione psicomotoria]]></category>
		<category><![CDATA[alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[musica preferita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Musica preferita e riduzione dell&#8217;agitazione psicomotoria nell&#8217;anziano con demenza La scienza sostiene che ascoltare musica scelta individualmente dalla persona con demenza induce rilassamento, misurabile attraverso rilevazioni ormonali e fisiologiche (Stefano et<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Musica preferita e riduzione dell&#8217;agitazione psicomotoria nell&#8217;anziano con demenza</h2>
<p>La scienza sostiene che <strong>ascoltare musica scelta individualmente dalla persona con demenza induce rilassamento</strong>, misurabile attraverso rilevazioni ormonali e fisiologiche (Stefano et al.,2004). Ascoltare la propria musica preferita può diminuire i livelli di cortisolo nel sangue, alla base della risposta di stress (Fukui 1996), promuovendo una riduzione dell’ansia e il rilassamento (Chlan, 1998).</p>
<p>In uno studio di Gerdner del 2000 sono stati analizzati gli <strong>effetti della musica personalizzata rispetto alla musica classica</strong> rilassante relativi alla baseline della frequenza di comportamenti agitati in persone anziane con malattia d&#8217;Alzheimer e relativi disordini. Trentanove soggetti sono stati ingaggiati da sei strutture per la cura a lungo termine in Iowa. Il campione comprendeva 30 donne e 9 uomini (età media di 82 anni) con un grave danneggiamento cognitivo. I dati relativi alla baseline sono stati raccolti per 3 settimane. La musica preferita è stata selezionata per ogni anziano attraverso la Modified Hartsock Music Preference Questionnaire (Scarica la <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/wp-content/uploads/2019/03/ASSESSMENT-OF-PERSONAL-MUSIC-PREFERENCE-trad-italiana.pdf">Traduzione italiana ASSESSMENT OF PERSONAL MUSIC PREFERENCE &#8211; Scheda per valutare le preferenze musicali),</a> una scheda somministrata ai familiari. Il Gruppo A (n=16) ha ricevuto musica personalizzata per 6 settimane, seguite da due settimane di washout e 6 settimane di musica classica rilassante. Il Gruppo B (n=23) ha ricevuto lo stesso protocollo ma in ordine inverso. Gli interventi musicali venivano presentati due volte a settimana per 30 minuti. Il Modified Cohen-Mansfield Agitation Inventory (CMAI &#8211; uno strumento per la valutazione dei comportamenti agitati ) ha misurato la variabile dipendente. Un&#8217;analisi a misure ripetute della variazione con il Bonferroni post hoc test ha mostrato una <strong>riduzione significativa dell&#8217;agitazione durante e successiva l&#8217;ascolto di musica personalizzata rispetto a quello di musica classica</strong>.</p>
<h2><strong>La musica rende l&#8217;ambiente &#8220;noto&#8221;</strong></h2>
<p>Le persone anziane con demenza sono particolarmente sensibili al loro ambiente e quando lo avvertono “estraneo” aumenta il loro livello di agitazione e ansia (Mirotznik &amp; Ruskin 1985). Nonostante la compromissione della memoria esplicita, rimane preservata la loro memoria implicita e le loro abitudini (Randolph et al. 1995, Fleischman et al. 1998, Knight, 1998). <strong>Alcuni dettagli del contesto (ad esempio oggetti o luoghi conosciuti) aiutano l’anziano con demenza ad evocare ricordi, mantenendo un senso di familiarità e di continuità del sé</strong> (Son et al. 2002). Per questo è importante costruire dei riferimenti noti e riconoscibili anche all’interno della residenza dove arrivano, usando elementi del contesto familiare precedente (come la musica, gli oggetti e le immagini) per stimolare i ricordi associati a eventi piacevoli.</p>
<h2>La musica è in grado di rievocare ricordi</h2>
<p><strong>La musica familiare che ha accompagnato la vita della persona può fungere da stimolo per richiamare ricordi piacevoli</strong>: i ricercatori infatti sostengono che le aree del cervello che rispondono alla musica sono tra le ultime a deteriorarsi (Crystal et al. 1989).</p>
<p>Quando la musica rappresenta un aspetto importante della vita della persona ed è personalizzata, allora può essere un valido strumento per suscitare ricordi e sensazioni piacevoli. Generalmente gli anziani sono affezionati a brani musicali che ascoltavano durante la giovinezza (Gibbons, 1977). Musiche delle funzioni religiose, delle cerimonie patriotiche o di eventi culturali importanti possono rappresentare specifici significati per la persona.</p>
<h2>Quando la musica è più efficace</h2>
<p><strong>Il livello di significatività della musica prima dell’insorgere della demenza è associato all’efficacia della musica</strong> (Clark et al. 1998, Gerdner 2000). La musica che suscita sentimenti e ricordi piacevoli dal passato può avere un effetto calmante e protettivo rispetto l’insorgere di comportamenti agitati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/demenza-e-anziani/musica-anziani-ascoltare-col-cuore/">Vuoi approfondire il tema della musica nelle RSA? Iscriviti al corso Musica e anziani: ascoltare col cuore &gt;&gt;Vai alla pagina del corso</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Il canto può migliorare i sintomi del Morbo di Parkinson?</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/anziani-e-demenza-nuove-evidenze-scientifiche/il-canto-puo-migliorare-i-sintomi-del-morbo-di-parkinson/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 11:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anziani e demenza - nuove evidenze scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[canto]]></category>
		<category><![CDATA[cantoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[parkinson]]></category>
		<category><![CDATA[voce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo un recente studio pilota, la cantoterapia potrebbe ridurre alcuni dei sintomi motori e le alterazioni dell&#8217;umore associati al morbo di Parkinson. La malattia di Parkinson è una condizione neurodegenerativa<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo un recente studio pilota, <strong>la cantoterapia potrebbe ridurre alcuni dei sintomi motori e le alterazioni dell&#8217;umore associati al morbo di Parkinson.</strong></p>
<p>La malattia di Parkinson è una condizione neurodegenerativa progressiva che colpisce più di 10 milioni di persone in tutto il mondo. I sintomi includono tremori e difficoltà nel coordinare i movimenti. Inoltre, possono verificarsi cambiamenti di umore, con ansia e depressione. I farmaci possono aiutare a ridurre i sintomi, ma tendono a &#8220;diventare meno efficaci con il progredire della malattia&#8221; e gli effetti collaterali possono anche peggiorare.</p>
<p>Trovare le modalità non farmacologiche per gestire la malattia di Parkinson è una priorità e tra gli interventi che stanno prendendo piede, uno è il canto.</p>
<p>Alcuni autori già da anni sottolineano che <strong>il canto può migliorare la qualità della voce e le alterazioni del linguaggio causati dal Parkinson</strong> (Haneishi E, 2001).</p>
<h2><strong><em>Quali miglioramenti può facilitare il canto nel Parkinson?</em></strong></h2>
<p>Il canto può stimolare ad aumentare il volume della voce in misura maggiore di quanto non faccia la voce parlata e può aiutare i pazienti a migliorare le loro capacità respiratorie e il coordinamento pneumofonico, nonché la capacità di articolare le parole. Inoltre, la variabilità del pitch, la gamma, e i ritmi di diverse canzoni possono migliorare l’intonazione e i tempi e del discorso grazie ad una maggiore lentezza nella pronuncia delle parole (Schlaug G, Marchina S, Norton A, 2008). Infine, il canto può attivare il sistema limbico e il nervo vago provocando <strong>rilassamento ed emozioni piacevoli</strong>.</p>
<p>Recentemente, i ricercatori dell&#8217;Iowa State University di Ames hanno condotto una ricerca pilota per studiare l&#8217;impatto del canto su un piccolo gruppo di individui affetti dal morbo di Parkinson. Lo studio era diretto da Elizabeth Stegemöller, un&#8217;assistente di kinesiologia all&#8217;università. I ricercatori hanno presentato le loro scoperte al congresso della Society for Neuroscience del 2018, tenutosi a San Diego (California). In un precedente lavoro la ricercatrice aveva già dimostrato che cantare può migliorare il <strong>controllo respiratorio</strong>, può funzionare come trattamento logopedico per il <strong>miglioramento dell’eloquio</strong>, nonché migliorare la capacità dei pazienti di deglutire.</p>
<p>I risultati più recenti identificano una gamma molto più ampia di potenziali benefici.</p>
<p>La ricerca si è concentrata su un coro composto da 17 persone. I ricercatori hanno misurato i loro livelli di frequenza cardiaca, pressione sanguigna e cortisolo prima e dopo una sessione di prove. I partecipanti hanno anche compilato un questionario che ha valutato i livelli di ansia, tristezza, rabbia e felicità.</p>
<p>Sebbene la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e i livelli di cortisolo si siano abbassati, in questo piccolo campione le modifiche non erano significative. Si è anche riscontrata una <strong>diminuzione dei livelli di ansia e tristezza</strong> dopo le prove.</p>
<p>Per quanto riguarda i sintomi specifici, i ricercatori hanno misurato miglioramenti statisticamente significativi in ​​alcuni sintomi motori che spesso non sono influenzati dai farmaci. In particolare, la bradicinesia delle estremità superiori (rallentamento del movimento), i tremori e la deambulazione sono migliorati.</p>
<h2><strong>Perché il canto funziona?</strong></h2>
<p>Questi risultati sollevano la domanda: perché il canto ha un impatto su una condizione neurodegenerativa?</p>
<p>I ricercatori si chiedono se l&#8217;ossitocina possa svolgere un ruolo. Questo ormone, a cui la gente a volte si riferisce come l&#8217;ormone dell&#8217;amore, viene rilasciato durante la costruzione dei legami.</p>
<p>La ricercatrice Elizabeth Shirtcliff, un professore associato in studi familiari sullo sviluppo umano, spiega:</p>
<p>&#8220;Uno dei motivi per cui il cortisolo si abbassa potrebbe essere legato al fatto che i membri del coro si sentono positivi e meno stressanti nell&#8217;atto di cantare con gli altri, e che l’ossitocina crei un legame di appartenenza al gruppo&#8221;.</p>
<p>Sebbene il recente studio fosse solo uno studio pilota su piccola scala, fa parte di una banca di prove in continua crescita. <strong>Il canto è una terapia efficace, senza effetti collaterali e piacevole per le persone con malattia di Parkinson</strong>.</p>
<p>Si spera che sia solo una questione di tempo prima che il coro entri nelle linee guida per il trattamento del morbo di Parkinson.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Bibliografia</strong></em></p>
<p>Haneishi, E. (2001). Effects of a music therapy voice protocol on speech intelligibility, vocal acoustic measures, and mood of individuals with Parkinson’s disease. <em>Journal of Music</em> <em>Therapy</em>, 38, 273-290.</p>
<p>Schlaug, G., Marchina, S., &amp; Norton, A. (2009). Evidence for plasticity in white-matter tracts of patients with chronic Broca’s aphasia undergoing intense intonation-based speech therapy. <em>Annals of the New York Academy of Sciences, </em>1169, 385–394.</p>
<p>Stegemoller, E.L. &amp; Hibbing, Paul &amp; Radig, H &amp; Wingate, Judith. (2017). Therapeutic Singing as an Early Intervention for Swallowing in Persons with Parkinson&#8217;s Disease. Complementary Therapies in Medicine. 31. 10.1016/j.ctim.2017.03.002.</p>
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		<title>Voce che cambia con l&#8217;età: segnali e conseguenze psicologiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 11:51:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anziani e demenza - nuove evidenze scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi vocali]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[voce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se hai notato che la tua voce non suona come una volta, probabilmente non è la tua immaginazione. Si chiama presbifonia ed è la conseguenza dell&#8217;invecchiamento della voce. La letteratura<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/anziani-e-demenza-nuove-evidenze-scientifiche/voce-che-cambia-con-leta-segnali-e-conseguenze-psicologiche/">Voce che cambia con l&#8217;età: segnali e conseguenze psicologiche</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se hai notato che la tua voce non suona come una volta, probabilmente non è la tua immaginazione. Si chiama <strong>presbifonia ed è la conseguenza dell&#8217;invecchiamento della voce</strong>.</p>
<p>La letteratura descrive come le voci delle persone anziane possono essere influenzate da fattori organici, psichici e sociali, così come dalle cattive abitudini e dai fattori costituzionali, razziali, ereditari, alimentari e ambientali.</p>
<p>Il processo di invecchiamento della voce è determinato da fattori che sono presenti dalla nascita e si sviluppano per tutta la vita con piccole variazioni individuali. Durante questo processo, ci sono cambiamenti che si verificano nella laringe, nell’apparato respiratorio e nei muscoli articolatori della parola che possono spiegare le caratteristiche specifiche trovate nella voce degli anziani come:</p>
<ul>
<li>raucedine,</li>
<li>respirazione,</li>
<li>afonia,</li>
<li>affaticamento vocale,</li>
<li>sforzo maggiore per migliorare la proiezione vocale,</li>
<li>riduzione dell&#8217;estensione vocale,</li>
<li>voce tremula,</li>
<li>difficoltà nel controllo dell&#8217;intensità vocale,</li>
<li>sensazione di bruciore nella laringe.</li>
</ul>
<h2>5 Segnali di una voce che invecchia</h2>
<p><strong><em>Anche se molti preservano la loro voce giovanile in età avanzata, ci sono alcuni cambiamenti comuni che si possono notare:</em></strong></p>
<ol>
<li><strong>La voce sembra più debole</strong>. Secondo Lee Akst, direttore del Johns Hopkins Voice Center, il termine scientifico per questo fenomeno è astenia vocale, e descrive un suono meno ricco, meno risonante, che è una lamentela comune tra gli anziani. Siccome le corde vocali subiscono una perdita del tono muscolare nel tempo, spesso diventano più sottili e meno duttili, non vibrano in modo efficace e la voce risultante non ha la &#8220;grinta&#8221; di una volta.</li>
<li><strong>La voce sembra più dura e rauca</strong>. Quando le corde vocali diventano più rigide con l&#8217;età, anche a causa di altre alterazioni come il reflusso o il fumo, possono alterare la loro funzionalità. Il risultato netto può essere una voce graffiante e rauca.</li>
<li><strong>La voce è meno intensa</strong>. L&#8217;invecchiamento influisce anche sulla proiezione e sul volume della voce. Inoltre, mentre molti anziani si esercitano regolarmente e mantengono una forte capacità polmonare, quelli con sistemi respiratori compromessi potrebbero percepire le loro voci più basse perché semplicemente non hanno il sufficiente sostegno respiratorio per mantenere la forza e il volume precedenti.</li>
<li><strong>Il pitch cambia</strong>. Secondo Clark Rosen, professore di otorinolaringoiatria presso l&#8217;Università di Pittsburgh e direttore del Centro vocale dell&#8217;Università, il tono di una donna di solito cala nel tempo, mentre il tono di un uomo in realtà aumenta leggermente con l&#8217;età. &#8220;Non sappiamo esattamente perché questo si verifica&#8221;, afferma Rosen. &#8220;Come altri cambiamenti vocali, anche le variazioni di tono possono essere dovute all&#8217;atrofia dei muscoli delle corde vocali, e nelle donne, potrebbero essere in parte dovute ai cambiamenti ormonali che si sono manifestati durante la menopausa&#8221;.</li>
<li><strong>Si verifica stanchezza vocale</strong>. &#8220;Come ogni affaticamento, quello vocale è legato all&#8217;utilizzo prolungato&#8221;, spiega Lee Akst. &#8220;Se la voce si stanca, tende a peggiorare la sera rispetto alle prime ore della giornata&#8221;.</li>
</ol>
<h2><strong><em>L&#8217;impatto di una voce che cambia</em></strong></h2>
<p>La prevalenza dei disturbi vocali tra gli anziani è stimata tra il 4,8% e il 29,1% e ha un grande impatto biologico e psicosociale. In effetti, le persone che hanno difficoltà ad essere ascoltate in situazioni sociali possono far fronte al problema parlando meno, mettendole a rischio di ritiro sociale e depressione. Akst sottolinea che sono state condotte ricerche sugli effetti della perdita dell&#8217;udito sulla qualità della vita e persino sulle prestazioni cognitive.</p>
<p>Rosen dice che non ne sappiamo abbastanza sul processo di invecchiamento, per definire una strategia di prevenzione specifica per l&#8217;età, anche se praticare la cosiddetta igiene vocale aiuta a preservare la voce. &#8220;Bevi molta acqua, evita di urlare ed evita di fumare. Non abusare della tua voce, specialmente quando è compromessa, come durante un raffreddore o un&#8217;influenza quando le corde vocali sono già gonfie.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cantare e leggere all’anziano: ecco perché farlo più spesso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2019 08:44:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anziani e demenza - nuove evidenze scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[canto]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
		<category><![CDATA[voce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cantare, leggere o semplicemente saper modulare il tono di voce con cui si parla agli anziani può influire positivamente sia sui sintomi di patologie tipiche dell’invecchiamento sia sulla relazione con<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/anziani-e-demenza-nuove-evidenze-scientifiche/cantare-e-leggere-allanziano-ecco-perche-farlo-piu-spesso/">Cantare e leggere all’anziano: ecco perché farlo più spesso</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cantare, leggere o semplicemente saper modulare il tono di voce con cui si parla agli anziani può influire positivamente sia sui sintomi di patologie tipiche dell’invecchiamento sia sulla relazione con gli operator</strong>i (Olderog Millard e Smith, 1989; Gerdner, 2000b).</p>
<p>Questo accade perché le emozioni possono essere esternalizzate attraverso svariate modalità espressive, tra cui il tono della voce, l&#8217;espressione facciale e la gestualità. <strong>L’intonazione della voce nel parlare ha una forte influenza sull&#8217;ascoltatore, suscitando emozioni sia positive che negative</strong> (Scherer, 1995, 2003).</p>
<p><strong>Le persone con demenza mantengono un sistema emotivo intatto nonostante disabilità neurologiche, cognitive e comportamentali</strong> (Magai et al., 1996). Tuttavia, questo può essere un’arma a doppio taglio, in quanto queste persone possono essere soggette ad esplosioni aggressive durante le situazioni di cura, come durante il bagno e l&#8217;alimentazione (Brotons and Pickett-Cooper, 1996; Thomas et al., 1997; Gerdner, 2000; Graneheim et al., 2005; Nolan, 2007).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><u>Cantare all’anziano: evidenze scientifiche</u></h2>
<p>Per quanto riguarda il canto, in una prima analisi, Götell et al. (2002) si sono concentrati sulla comunicazione verbale dei caregivers e hanno dimostrato che i<strong>l canto ha portato ad un aumento della cooperazione anche se gli operatori non stavano più raccontando ciò che stavano facendo</strong>. L&#8217;atto di cantare ha portato anche benefici per il caregiver, dal momento che i pazienti erano più facili da curare. In una seconda analisi, Götell et al. (2003) hanno esaminato la postura, il movimento del corpo e la consapevolezza sensoriale degli anziani istituzionalizzati. In assenza di musica, i pazienti mostravano postura accasciata, movimento lento, svogliatezza, consapevolezza minima sia dello spazio personale che dell&#8217;ambiente fisico, e una scarsa capacità di eseguire le attività di toelettatura. <strong>Durante il canto del caregiver, i pazienti mostravano una postura raddrizzata, movimenti più forti e più simmetrici e una maggiore consapevolezza di se stessi e del loro ambiente.</strong> Inoltre, sembravano riguadagnare abilità e potevano svolgere compiti con intenzione, scopo e competenza. I caregivers hanno mostrato una postura del corpo più rilassata durante il loro lavoro. C&#8217;era un senso di reciproca vitalità, ma rispetto alla spensieratezza dell&#8217;interazione con la musica di sottofondo, la dinamica del canto era caratterizzata da un senso di sincerità, apertura, intimità e persino vulnerabilità. Gli stati d&#8217;animo prevalenti erano seri e sinceri. I pazienti sembravano ascoltare attentamente ed esprimere gioia, sincerità e meraviglia. Non hanno urlato né espresso aggressività. Quando parlavano, le loro voci erano rilassate e calme. Il canto del caregiver sembrava migliorare la consapevolezza di ciò che stava accadendo e la cooperazione.</p>
<h2><u>L’importanza dell’attività di lettura con l’anziano istituzionalizzato</u></h2>
<p>Anche <strong>leggere  per l&#8217;anziano può portare profondo conforto e gioia</strong>. A volte le attività di lettura ad alta voce sono carenti nelle case di cura, ma dovrebbero essere incrementate, in quanto possono migliorare la qualità della vita e il benessere.</p>
<p>La lettura può anche:</p>
<ul>
<li>Stimolare ricordi e creatività.</li>
<li>Migliorare l&#8217;umore e la concentrazione.</li>
<li>Aumentare l&#8217;interazione sociale.</li>
</ul>
<h2><u>Ecco 4 strategie che possono rendere la lettura ad alta voce più efficace:</u></h2>
<ol>
<li><strong>Prepararsi</strong>: leggere la storia più volte per impararla e comprenderne il senso e capire che emozioni si vogliono</li>
<li><strong>Concentrazione</strong>: essere presenti durante la lettura è molto importante. I clienti perderanno interesse se percepiscono che il lettore è indifferente alla storia o legge in modo automatico.</li>
<li><strong>Intonazione</strong>: l&#8217;intonazione è la chiave per leggere ad alta voce, bisogna esprimere emozioni mentre si legge.</li>
<li><strong>Fare pause</strong>: aggiungere pause dà enfasi al racconto ed è importante per trasportare gli ascoltatori, momentaneamente, nel mondo dell&#8217;autore.</li>
</ol>
<p>Leggere ad alta voce è un&#8217;attività intima che promuove sentimenti di vicinanza e attaccamento. Indipendentemente dal materiale scelto, la modalità di lettura può influenzare notevolmente il modo in cui una storia viene recepita e compresa.</p>
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<h3>Vorresti approfondire come impiegare tecniche vocali e di cantoterapia per alleviare i sintomi del Parkinson nelle RSA? Scopri il nostro corso accreditato ECM su questo tema a noi caro! <span style="color: #808080;"><a style="color: #808080;" href="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/demenza-e-anziani/la-cantoterapia-con-lanziano-istituzionalizzato/">Vai al corso “La cantoterapia con l’anziano istituzionalizzato”</a></span></h3>
<p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/anziani-e-demenza-nuove-evidenze-scientifiche/cantare-e-leggere-allanziano-ecco-perche-farlo-piu-spesso/">Cantare e leggere all’anziano: ecco perché farlo più spesso</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
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