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	<title>canto Archivi - Corsi ECM Benessere</title>
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	<description>Corsi con crediti ECM a Padova</description>
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		<title>Il canto può migliorare i sintomi del Morbo di Parkinson?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 11:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anziani e demenza - nuove evidenze scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[canto]]></category>
		<category><![CDATA[cantoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[parkinson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo un recente studio pilota, la cantoterapia potrebbe ridurre alcuni dei sintomi motori e le alterazioni dell&#8217;umore associati al morbo di Parkinson. La malattia di Parkinson è una condizione neurodegenerativa<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo un recente studio pilota, <strong>la cantoterapia potrebbe ridurre alcuni dei sintomi motori e le alterazioni dell&#8217;umore associati al morbo di Parkinson.</strong></p>
<p>La malattia di Parkinson è una condizione neurodegenerativa progressiva che colpisce più di 10 milioni di persone in tutto il mondo. I sintomi includono tremori e difficoltà nel coordinare i movimenti. Inoltre, possono verificarsi cambiamenti di umore, con ansia e depressione. I farmaci possono aiutare a ridurre i sintomi, ma tendono a &#8220;diventare meno efficaci con il progredire della malattia&#8221; e gli effetti collaterali possono anche peggiorare.</p>
<p>Trovare le modalità non farmacologiche per gestire la malattia di Parkinson è una priorità e tra gli interventi che stanno prendendo piede, uno è il canto.</p>
<p>Alcuni autori già da anni sottolineano che <strong>il canto può migliorare la qualità della voce e le alterazioni del linguaggio causati dal Parkinson</strong> (Haneishi E, 2001).</p>
<h2><strong><em>Quali miglioramenti può facilitare il canto nel Parkinson?</em></strong></h2>
<p>Il canto può stimolare ad aumentare il volume della voce in misura maggiore di quanto non faccia la voce parlata e può aiutare i pazienti a migliorare le loro capacità respiratorie e il coordinamento pneumofonico, nonché la capacità di articolare le parole. Inoltre, la variabilità del pitch, la gamma, e i ritmi di diverse canzoni possono migliorare l’intonazione e i tempi e del discorso grazie ad una maggiore lentezza nella pronuncia delle parole (Schlaug G, Marchina S, Norton A, 2008). Infine, il canto può attivare il sistema limbico e il nervo vago provocando <strong>rilassamento ed emozioni piacevoli</strong>.</p>
<p>Recentemente, i ricercatori dell&#8217;Iowa State University di Ames hanno condotto una ricerca pilota per studiare l&#8217;impatto del canto su un piccolo gruppo di individui affetti dal morbo di Parkinson. Lo studio era diretto da Elizabeth Stegemöller, un&#8217;assistente di kinesiologia all&#8217;università. I ricercatori hanno presentato le loro scoperte al congresso della Society for Neuroscience del 2018, tenutosi a San Diego (California). In un precedente lavoro la ricercatrice aveva già dimostrato che cantare può migliorare il <strong>controllo respiratorio</strong>, può funzionare come trattamento logopedico per il <strong>miglioramento dell’eloquio</strong>, nonché migliorare la capacità dei pazienti di deglutire.</p>
<p>I risultati più recenti identificano una gamma molto più ampia di potenziali benefici.</p>
<p>La ricerca si è concentrata su un coro composto da 17 persone. I ricercatori hanno misurato i loro livelli di frequenza cardiaca, pressione sanguigna e cortisolo prima e dopo una sessione di prove. I partecipanti hanno anche compilato un questionario che ha valutato i livelli di ansia, tristezza, rabbia e felicità.</p>
<p>Sebbene la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e i livelli di cortisolo si siano abbassati, in questo piccolo campione le modifiche non erano significative. Si è anche riscontrata una <strong>diminuzione dei livelli di ansia e tristezza</strong> dopo le prove.</p>
<p>Per quanto riguarda i sintomi specifici, i ricercatori hanno misurato miglioramenti statisticamente significativi in ​​alcuni sintomi motori che spesso non sono influenzati dai farmaci. In particolare, la bradicinesia delle estremità superiori (rallentamento del movimento), i tremori e la deambulazione sono migliorati.</p>
<h2><strong>Perché il canto funziona?</strong></h2>
<p>Questi risultati sollevano la domanda: perché il canto ha un impatto su una condizione neurodegenerativa?</p>
<p>I ricercatori si chiedono se l&#8217;ossitocina possa svolgere un ruolo. Questo ormone, a cui la gente a volte si riferisce come l&#8217;ormone dell&#8217;amore, viene rilasciato durante la costruzione dei legami.</p>
<p>La ricercatrice Elizabeth Shirtcliff, un professore associato in studi familiari sullo sviluppo umano, spiega:</p>
<p>&#8220;Uno dei motivi per cui il cortisolo si abbassa potrebbe essere legato al fatto che i membri del coro si sentono positivi e meno stressanti nell&#8217;atto di cantare con gli altri, e che l’ossitocina crei un legame di appartenenza al gruppo&#8221;.</p>
<p>Sebbene il recente studio fosse solo uno studio pilota su piccola scala, fa parte di una banca di prove in continua crescita. <strong>Il canto è una terapia efficace, senza effetti collaterali e piacevole per le persone con malattia di Parkinson</strong>.</p>
<p>Si spera che sia solo una questione di tempo prima che il coro entri nelle linee guida per il trattamento del morbo di Parkinson.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vorresti approfondire come impiegare tecniche vocali e di cantoterapia per alleviare i sintomi del Parkinson nelle RSA? Scopri il nostro corso accreditato ECM su questo tema a noi caro! <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/demenza-e-anziani/la-cantoterapia-con-lanziano-istituzionalizzato/">Vai al corso &#8220;La cantoterapia con l&#8217;anziano istituzionalizzato&#8221;</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Bibliografia</strong></em></p>
<p>Haneishi, E. (2001). Effects of a music therapy voice protocol on speech intelligibility, vocal acoustic measures, and mood of individuals with Parkinson’s disease. <em>Journal of Music</em> <em>Therapy</em>, 38, 273-290.</p>
<p>Schlaug, G., Marchina, S., &amp; Norton, A. (2009). Evidence for plasticity in white-matter tracts of patients with chronic Broca’s aphasia undergoing intense intonation-based speech therapy. <em>Annals of the New York Academy of Sciences, </em>1169, 385–394.</p>
<p>Stegemoller, E.L. &amp; Hibbing, Paul &amp; Radig, H &amp; Wingate, Judith. (2017). Therapeutic Singing as an Early Intervention for Swallowing in Persons with Parkinson&#8217;s Disease. Complementary Therapies in Medicine. 31. 10.1016/j.ctim.2017.03.002.</p>
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		<title>Cantare e leggere all’anziano: ecco perché farlo più spesso</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/anziani-e-demenza-nuove-evidenze-scientifiche/cantare-e-leggere-allanziano-ecco-perche-farlo-piu-spesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2019 08:44:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anziani e demenza - nuove evidenze scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[canto]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
		<category><![CDATA[voce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cantare, leggere o semplicemente saper modulare il tono di voce con cui si parla agli anziani può influire positivamente sia sui sintomi di patologie tipiche dell’invecchiamento sia sulla relazione con<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cantare, leggere o semplicemente saper modulare il tono di voce con cui si parla agli anziani può influire positivamente sia sui sintomi di patologie tipiche dell’invecchiamento sia sulla relazione con gli operator</strong>i (Olderog Millard e Smith, 1989; Gerdner, 2000b).</p>
<p>Questo accade perché le emozioni possono essere esternalizzate attraverso svariate modalità espressive, tra cui il tono della voce, l&#8217;espressione facciale e la gestualità. <strong>L’intonazione della voce nel parlare ha una forte influenza sull&#8217;ascoltatore, suscitando emozioni sia positive che negative</strong> (Scherer, 1995, 2003).</p>
<p><strong>Le persone con demenza mantengono un sistema emotivo intatto nonostante disabilità neurologiche, cognitive e comportamentali</strong> (Magai et al., 1996). Tuttavia, questo può essere un’arma a doppio taglio, in quanto queste persone possono essere soggette ad esplosioni aggressive durante le situazioni di cura, come durante il bagno e l&#8217;alimentazione (Brotons and Pickett-Cooper, 1996; Thomas et al., 1997; Gerdner, 2000; Graneheim et al., 2005; Nolan, 2007).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><u>Cantare all’anziano: evidenze scientifiche</u></h2>
<p>Per quanto riguarda il canto, in una prima analisi, Götell et al. (2002) si sono concentrati sulla comunicazione verbale dei caregivers e hanno dimostrato che i<strong>l canto ha portato ad un aumento della cooperazione anche se gli operatori non stavano più raccontando ciò che stavano facendo</strong>. L&#8217;atto di cantare ha portato anche benefici per il caregiver, dal momento che i pazienti erano più facili da curare. In una seconda analisi, Götell et al. (2003) hanno esaminato la postura, il movimento del corpo e la consapevolezza sensoriale degli anziani istituzionalizzati. In assenza di musica, i pazienti mostravano postura accasciata, movimento lento, svogliatezza, consapevolezza minima sia dello spazio personale che dell&#8217;ambiente fisico, e una scarsa capacità di eseguire le attività di toelettatura. <strong>Durante il canto del caregiver, i pazienti mostravano una postura raddrizzata, movimenti più forti e più simmetrici e una maggiore consapevolezza di se stessi e del loro ambiente.</strong> Inoltre, sembravano riguadagnare abilità e potevano svolgere compiti con intenzione, scopo e competenza. I caregivers hanno mostrato una postura del corpo più rilassata durante il loro lavoro. C&#8217;era un senso di reciproca vitalità, ma rispetto alla spensieratezza dell&#8217;interazione con la musica di sottofondo, la dinamica del canto era caratterizzata da un senso di sincerità, apertura, intimità e persino vulnerabilità. Gli stati d&#8217;animo prevalenti erano seri e sinceri. I pazienti sembravano ascoltare attentamente ed esprimere gioia, sincerità e meraviglia. Non hanno urlato né espresso aggressività. Quando parlavano, le loro voci erano rilassate e calme. Il canto del caregiver sembrava migliorare la consapevolezza di ciò che stava accadendo e la cooperazione.</p>
<h2><u>L’importanza dell’attività di lettura con l’anziano istituzionalizzato</u></h2>
<p>Anche <strong>leggere  per l&#8217;anziano può portare profondo conforto e gioia</strong>. A volte le attività di lettura ad alta voce sono carenti nelle case di cura, ma dovrebbero essere incrementate, in quanto possono migliorare la qualità della vita e il benessere.</p>
<p>La lettura può anche:</p>
<ul>
<li>Stimolare ricordi e creatività.</li>
<li>Migliorare l&#8217;umore e la concentrazione.</li>
<li>Aumentare l&#8217;interazione sociale.</li>
</ul>
<h2><u>Ecco 4 strategie che possono rendere la lettura ad alta voce più efficace:</u></h2>
<ol>
<li><strong>Prepararsi</strong>: leggere la storia più volte per impararla e comprenderne il senso e capire che emozioni si vogliono</li>
<li><strong>Concentrazione</strong>: essere presenti durante la lettura è molto importante. I clienti perderanno interesse se percepiscono che il lettore è indifferente alla storia o legge in modo automatico.</li>
<li><strong>Intonazione</strong>: l&#8217;intonazione è la chiave per leggere ad alta voce, bisogna esprimere emozioni mentre si legge.</li>
<li><strong>Fare pause</strong>: aggiungere pause dà enfasi al racconto ed è importante per trasportare gli ascoltatori, momentaneamente, nel mondo dell&#8217;autore.</li>
</ol>
<p>Leggere ad alta voce è un&#8217;attività intima che promuove sentimenti di vicinanza e attaccamento. Indipendentemente dal materiale scelto, la modalità di lettura può influenzare notevolmente il modo in cui una storia viene recepita e compresa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Vorresti approfondire come impiegare tecniche vocali e di cantoterapia per alleviare i sintomi del Parkinson nelle RSA? Scopri il nostro corso accreditato ECM su questo tema a noi caro! <span style="color: #808080;"><a style="color: #808080;" href="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/demenza-e-anziani/la-cantoterapia-con-lanziano-istituzionalizzato/">Vai al corso “La cantoterapia con l’anziano istituzionalizzato”</a></span></h3>
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		<title>Il canto corale e depressione nell’anziano: evidenze scientifiche sull&#8217;efficacia</title>
		<link>https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/anziani-e-demenza-nuove-evidenze-scientifiche/il-canto-corale-e-depressione-nellanziano-evidenze-scientifiche-sullefficacia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Casetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2019 09:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anziani e demenza - nuove evidenze scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[anziano. rsa]]></category>
		<category><![CDATA[canto]]></category>
		<category><![CDATA[canto corale]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
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		<category><![CDATA[voce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Canta che ti passa! È noto che il canto migliora i sintomi della depressione nell&#8217;anziano e ha effetti positivi sui marcatori del sistema immunitario e dello stress. Essendo un allenamento vocale, il canto<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/anziani-e-demenza-nuove-evidenze-scientifiche/il-canto-corale-e-depressione-nellanziano-evidenze-scientifiche-sullefficacia/">Il canto corale e depressione nell’anziano: evidenze scientifiche sull&#8217;efficacia</a> proviene da <a href="https://www.corsiecmbenessere.it">Corsi ECM Benessere</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Canta che ti passa!</strong></h2>
<p>È noto che il canto <strong>migliora i sintomi della depressione nell&#8217;anziano</strong> e ha effetti positivi sui marcatori del <strong>sistema immunitario e dello stress</strong>. Essendo un allenamento vocale, <strong>il canto migliora anche la presbifonia</strong> <strong>o (disfonia legata all&#8217;età) </strong>che, come elemento che comporta crisi d’identità, può essere una delle cause della <strong>depressione </strong>(per approfondimenti vai all&#8217;articolo<a href="https://www.corsiecmbenessere.it/approfondimenti/anziani-e-demenza-nuove-evidenze-scientifiche/voce-che-cambia-con-leta-segnali-e-conseguenze-psicologiche/"> &#8220;Voce che cambia con l&#8217;età: segnali e conseguenze psicologiche&#8221;</a>).</p>
<p><strong>I disturbi dell&#8217;umore infatti influiscono sulla comunicazione, in quanto coinvolgono direttamente la voce. </strong>La diminuita capacità di comunicare può portare alla perdita di fiducia, di credibilità ed esclusione sociale.</p>
<p>In uno studio Cassol e colleghi hanno voluto verificare il cambiamento dei sintomi della depressione e il miglioramento della qualità vocale negli anziani durante un’attività canora di due anni (Cassol M., Goncalves Bos A.J, 2015). Il gruppo era costituito da 8 maschi e 36 femmine, di età compresa tra 60 e 80 anni, con una media di 67 anni. I sintomi depressivi e la qualità della voce sono stati misurati all&#8217;inizio della loro partecipazione al coro, dopo 3, 8 e 21 mesi di partecipazione. Si è riscontrato che <strong>il canto corale migliora i sintomi depressivi</strong> e può svolgere un ruolo importante nel trattamento delle emozioni problematiche negli anziani, indipendentemente dal miglioramento della qualità vocale.</p>
<h2><strong>E’ frequente la depressione negli anziani? SI’!</strong></h2>
<p>Tra i disturbi dell&#8217;umore, la depressione è quello più comune tra gli anziani.  In una recente indagine svolta dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità sulla prevalenza della depressione in 47 diversi paesi si è riscontrato che la depressione aveva la frequenza più bassa in Africa (10%) e più alta in Europa (15%) evidenziando che si tratta di un grosso problema di salute soprattutto nella popolazione anziana. La depressione è associata all&#8217;isolamento sociale, alla mortalità, alla diminuzione della qualità della vita e a bassa autostima. Inoltre, i pazienti anziani tendono ad avere maggiore <strong>prevalenza di malattie degenerative croniche correlate a sintomi depressivi</strong>.</p>
<p>La depressione è associata all&#8217;obesità, maggiore prevalenza di ipertensione, artrosi, incontinenza urinaria e morbo di Parkinson.</p>
<h2><strong>E’ utile cantare per gli anziani affetti da depressione? SI&#8217;!</strong></h2>
<p>La partecipazione al coro dovrebbe essere incoraggiata nei pazienti anziani affetti da depressione. Un corpo di ricerca avvincente dimostra che la musica continua a offrire un potente potenziale per migliorare la salute e il benessere negli anziani. Si è scoperto che la produzione musicale attiva è una fonte di <strong>coesione sociale, divertimento, sviluppo personale ed empowerment</strong> e contribuisce al recupero dalla depressione e al mantenimento del benessere personale in queste ultime fasi della vita adulta. In un contesto in cui l&#8217;aspettativa di vita all&#8217;età di 65 anni sta aumentando rapidamente e tuttavia un numero crescente di persone anziane vive isolato o soffre di depressione, questo corpo di ricerca ha importanti implicazioni per capire come l&#8217;accesso alla musica attiva come il canto possa migliorare la vita delle persone anziane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vorresti approfondire come usare tecniche di canto con l&#8217;anziano istituzionalizzato? Scopri il nostro corso accreditato ECM su questo tema a noi caro! <a href="https://www.corsiecmbenessere.it/corsi-ecm/demenza-e-anziani/la-cantoterapia-con-lanziano-istituzionalizzato/">Vai al corso “La cantoterapia con l’anziano istituzionalizzato”</a></p>
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